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Il Remarketing e Retargeting in Google Adwords e Facebook Advertising: una Guida Completa

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Se conosci il remarketing, probabilmente sei consapevole delle potenzialità di questo strumento.
Se non lo conosci, probabilmente ne sarai venuto a conoscenza quando sei entrato in un sito, magari hai guardato un determinato prodotto o addirittura l’hai aggiunto al carrello e poi ti sei ritrovato una pubblicità di quel prodotto che ti segue ovunque, come esemplifica in modo ironico la vignetta qui sotto:remarketing
Se entri in un sito come Amazon, Hoepli, Il Giardino dei Libri e molti altri puoi fare esperienza diretta di questo strumento, che in sostanza traccia la tua visita grazie ai cookie salvati nel tuo browser (a questo proposito puoi leggere Come Generare una Cookie Policy: I 2 Migliori Strumenti per il tuo Sito (Gratuiti, in Italiano, anche per WordPress): Iubenda e Nibirumail) e ti segue potenzialmente ovunque nella tua esperienza di navigazione.
Il remarketing o retargeting, da un punto di vista dell’utente finale può risultare piuttosto invasivo,  e come confermano le statistiche pubblicate su InskinMedia, secondo cui il remarketing può risultare noioso, intrusivo e fare persino arrabbiare:
InSkin Media retargeting reactions
D’altra parte questo strumento può essere straordinariamente efficace nell’affrontare un fenomeno allo stesso tempo fisiologico e deleterio, ovvero il fatto che
E’ quella che in un altro post, dedicato alle 3 Migliori Strategie per Catturare il Visitatore del tuo Sito (prima che lo Abbandoni senza Convertire) ho definito come “la dura verità”.

La dura verità? La stragrande maggioranza dei visitatori del tuo sito lo abbandonerà senza convertire

La dura verità? La stragrande maggioranza dei visitatori del tuo sito lo abbandonerà senza convertire.

Lo sapevi che, secondo una statistica, il 97% dei visitatori di un ecommerce lo abbandona senza convertire?

O che il 67% di loro semplicemente acquisterà in un secondo momento?

O meglio, lo farà se ritornerà sul sito per farlo.

Uno studio ad opera di Gleanster Research conferma che fino al 50% dei visitatori qualificati (target o prospect) di un sito non sono pronti a comprare. Del restante 50% la prima metà (25%) non sono interessati, l’altra metà è pronta all’acquisto.

lead magnet

No Connection, 3 Problems

A questo punto abbiamo 3 problemi, che costituiscono un danno economico diretto ed indiretto per il tuo sito web:

Problema #1 (Danno Economico Diretto): Mancata Conversione

Se la metà dei visitatori del tuo sito non è pronta a convertire (per motivi che vedremo più sotto), c’è un danno economico diretto, derivato dalla mancata vendita;

Problema #2 (Danno Economico Indiretto): Mancato Ritorno dell’investimento pubblicitario

Se questo non bastasse, per far arrivare quel 50% di visitatori al sito web potresti aver investito in attività come campagne pubblicitarie Google Adwords, Facebook Advertising o nell’acquisizione di traffico organico tramite attività SEO e quindi aver subito un danno economico indiretto, dato dalla vanificazione dell’investimento pubblicitario;

Problema #3 (Danno Economico Indiretto): Mancato ritorno dell’utente

Ok, dirai tu, ma tanto l’utente se non è pronto lo sarà e prima o poi, e tornerà. Ne sei proprio sicuro? Secondo le statistiche riportate da Tony Haile di Chartbeat su un noto articolo sul Time, il 55% dei visitatori spenderà meno di 15 secondi sulla pagina e la stragrande maggioranza non tornerà. Perchè? Ora lo scopriamo.

L’eterno (non) ritorno del visitatore

Immagina di stare passeggiando in una città nuova: noti un negozio, ci entri, vedi qualcosa che ti piace e poi esci perchè “ci devi pensare” o non hai tempo. Il giorno dopo decidi di tornare, ma non ti ricordi esattamente dov’era: potrai ritrovarlo facilmente pensando ad alcuni riferimenti fisici tipo monumenti, altri negozi…che ti aiutano a ritrovare la strada.

Sul web tuttavia non funziona così, proprio a causa dell’assenza di riferimenti precisi. Immagina di entrare in un ecommerce tramite un link pubblicitario trovato su Facebook o Google Adwords. Vedi qualcosa che ti piace e poi esci. A differenza dell’esempio precedente, non riuscirai a ritrovare facilmente il sito, sopratutto se ci sei arrivato linkando un annuncio pubblicitario che al momento è scomparso.

La soluzione: connettersi al visitatore

Riepiloghiamo la situazione: è fisiologico che una buona parte del traffico targetizzato che entra nel tuo sito esca senza convertire. E’ altrettanto plausibile che non si ricordi il nome del sito o come ci è arrivato, perdendo ogni possibilità di ritornare e convertire. E’ necessario quindi connettersi al visitatore non appena entra nel sito. Come? Ci sono 3 modi possibili.

I 3 modi per stabilire una connessione col visitatore del tuo sito web

Ne abbiamo parlato approfonditamente nel post citato prima, in ogni caso per connettersi al tuo visitatore hai 3 possibilità:

  • e infine connetterti con il remarketing o retargeting.

Cosa puoi ottenere dal retargeting

A differenza degli altri 2 metodi, dove l’utente deve decidere se connettersi o meno a te dandoti la sua mail e il suo like, nel remarketing o retargeting il processo è automatico: nel momento in cui l’utente accede al sito dove hai collocato il tuo tag, il tuo codice di remarketing, scatta il tracciamento (salvo casi particolari), come illustra questa immagine di Sitescout:

 

remarketing

Ma quali sono gli obiettivi che possiamo raggiungere con il remarketing? Secondo una statistica pubblicata da Chango/Digiday:

  • per il 23% aumentare i profitti;
  • per quasi l’11% acquisire nuovi clienti;
  • per il 4% conquistare clienti della concorrenza

 

retargeting goals

Inoltre,

quasi il 17% non usa il remarketing Condividi il Tweet

Sei tra quelli? Allora continua a leggere, questa guida è per te.

Ma iniziamo a parlare di remarketing e retargeting cercando di capire cosa sono, quindi il loro significato e definizione, distinguendo remarketing da quello che spesso viene usato come sinonimo, ovvero il retargeting.

Remarketing VS Retargeting: una definizione e significato

Per quanto i due termini remarketing e retargeting vengano spesso usati per indicare la stessa cosa, nella definizione originale i 2 termini indicano cose differenti:

  • Per remarketing tipicamente si intende il processo per coinvolgere nuovamente i clienti tramite l’email marketing, come avviene ad esempio nel caso di quando gli ecommerce inviano delle email di follow up in casi come l’abbandono del carrello;
  • per retargeting invece si intende tipicamente la visualizzazione di annunci pubblicitari a un utente che ha precedentemente visitato una pagina del sito o compiuto una determinata azione di conversione.

Nonostante questa definizione, lo stesso Google usa il termine “remarketing” per indicare quello che a tutti gli effetti è un retargeting.

In questo articolo useremo i termini remarketing e retargeting come sinonimi, seguendo l’uso che se ne fa nella lingua italiana.

I 4 passaggi principali di una campagna di retargeting

Indipendentemente dallo strumento che utilizzi, i passaggi di creazione di una campagna di retargeting rimangono sostanzialmente gli stessi. Una bella immagine, tratta da Econsultacy.com, ci illustra i 4 passaggi principali di una campagna di retargeting:

  1. all’inizio del processo abbiamo un utente che atterra sul tuo sito web;
  2. lo stesso visitatore lo abbandona, solitamente senza convertire;
  3. una volta entrato nel tuo sito, grazie a un codice di retargeting, hai tracciato l’utente, a cui mostrerai un annuncio mirato;
  4. grazie a questo annuncio, l’utente potrà tornare nel sito che ha abbandonato.

retargeting

I 2 principali siti dove fare remarketing o retargeting

Per quanto tu possa fare remarketing o retargeting su una grande quantità di siti, in questa guida ci concentreremo sulle 2 principali e più usate forme:

A questo punto andiamo ad analizzare nel dettaglio come creare una campagna di retargeting proprio questi 2 strumenti visti: Google Adwords e Facebook Advertising.

Come fare remarketing con Facebook Advertising

Per implementare una campagna di remarketing o retargeting con Facebook Ads devi usare le Custom Audience, di cui abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo: Il Pubblico di Facebook Advertising: Guida Completa + 12 Strategie per Aumentare CTR e Conversioni (fino al 300%).

Entra nel tuo account Facebook Ads e vai su Strumenti > Pubblico dal menu principale.

A questo punto clicca su “Crea Pubblico”.

pubblico personalizzato simile salvato facebook ads

Hai a disposizione 3 tipologie di Pubblico, di cui le 3 più interessanti per il nostro argomento sono:

  • il Pubblico personalizzato, che ti consente di fare retargeting;
  • Il Pubblico simile: una volta che hai creato una lista di retargeting, puoi creare un’altra lista di persone affini a queste;

A questo punto seleziona “Pubblico Personalizzato”:

Come vedi dall’immagine, hai 3 opzioni: quella che ci interessa è Visite sul sito web.

remarketing pubblico personalizzato

A questo punto dovrai creare un pixel di Facebook, ovvero un codice che andrà collocato in tutte le pagine in cui vorrai tracciare gli utenti per il remarketing.

Una volta fatto questo, ti basterà creare come Pubblico chi ha visitato il tuo sito o una serie di pagine in un determinato arco temporale:

 crea pubblico remarketing

 

Come fare remarketing con Google Adwords

Come abbiamo visto sopra, Google chiama il proprio retargeting “remarketing”, che si implementa da Google Adwords.

Ci sono sostanzialmente 3 modalità di fare su Google Adwords remarketing o retargeting:

  • display: mostra a utenti che hanno visitato il nostro sito web i nostri annunci su vari siti della rete Display ;
  • search: mostra a utenti che hanno visitato il nostro sito web i nostri annunci nelle loro ricerche su Google;
  • dinamico:  mostra annunci a utenti che hanno visitato certi prodotti del nostro ecommerce.

Una volta entrato nel tuo account, accedi alla Libreria Condivisa in fondo a sinistra e una volta dentro clicca su “Segmenti di Pubblico”:

egmenti di pubblico remarketing google adwords

Aprendo il menu a tendina “elenco per il remarketing” trovi varie opzioni:

 

  • Visitatori del sito web – permette di creare una lista a partire dal tuo codice di retargeting che hai inserito sul tuo sito web;
  • Utenti delle app – permette di fare remarketing su chi ha installato al tua APP;
  • Emails dei clienti: questa funzione, molto simile al Pubblico Personalizzato di Facebook, di consente di caricare una lista di email e direzionare gli annunci agli utenti che la possiedono.

Vediamo l’opzione “Visitatori del sito web”.

elenco per il remarketing google adwords

Una volta che hai cliccato su  “Visitatori del sito web”, selezionerai “visitatori di una pagina con un tag specifico” dal menu a tendina “Chi aggiungere al tuo elenco”:

nuovo elenco per il remarketing google adwords

A questo punto potrai selezionare per quanto tempo le persone saranno sulla tua lista di remarketing (di default l’impostazione è a 30 giorni, puoi arrivare fino a 540 per la rete Display) e generare il tag cliccando su “Nuovo Tag”, tag che inserirai nelle pagine del sito dove vuoi tracciare gli utenti.

Il retargeting o remarketing dinamico

C’è un altra forma di remarketing, il remarketing dinamico.

In cosa consiste? Nel mostrare agli utenti che hanno visitato, ad esempio, un determinato prodotto nel nostro ecommerce, annunci relativi a quel prodotto:

 remarketing-dinamico

Il remarketing dinamico si può attivare con:

  • Facebook Advertising, a partire dal Power Editor;
  • Google Adwords

In entrambi i casi si dovranno creare delle liste di feed di dati da inserire in piattaforma.

Un utile risorsa per approfondire l’argomento remarketing e retargeting in Google Adwords sono le slide Remarketing e Retargeting AdWords: istruzioni per l’uso di Gianpaolo Lorusso:

Conclusioni

Ricapitoliamo gli argomenti visti finora.

Siamo partiti dalla natura double face del remarketing: da un lato strumento indispensabile per connettersi all’utente che entra nel sito e lo abbandona senza convertire, magari dopo aver aggiunto un prodotto al carrello, dall’altro strumento spesso percepito come invasivo dall’utente che lo subisce.

Il remarketing, oltre che essere un modo per far tornare l’utente sul sito che ha abbandonato, può essere anche un veicolo, diretto o indiretto, di brand awareness come dimostra la statistica riportata più sopra.

Abbiamo inoltre visto come implementare una campagna di retargeting con il Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising e le 3 tipologie di remarketing di Google Adwords, che ci consente di raggiungere utenti sulle ricerche di Google, sui siti appartenenti alla rete display.

E infine, il remarketing dinamico, funzione che ci consente di mostrare all’utente esattamente il prodotto che ha visitato nel nostro sito ecommerce.

E tu? Hai utilizzato una di queste forme di remarketing? Parliamone nei commenti!

Dimmi cosa ne pensi!