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Perchè è importante definire il tuo target online

Il punto di partenza di qualsiasi strategia di web marketing è definire qual’è l’obiettivo del tuo sito web, detto in termini tecnici “conversione”.

Ma una volta che hai compreso qual’è il tuo obiettivo (sia esso vendere un prodotto, come nel caso di un sito ecommerce, o acquisire contatti di potenziali clienti come nel caso di una lead generation), il passo successivo è capire chi sono i visitatori del tuo sito potenzialmente interessati a compiere l’obiettivo di conversione, ovvero definire il tuo target.

Il tuo target sono le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio: nel web marketing si sente spesso parlare dell’importanza di capire il proprio target ma c’è di più: solo a partire dal target puoi definire gli strumenti di web marketing più adeguati a raggiungere le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio.

Facciamo un esempio. Ipotizziamo tu abbia un ecommerce di pneumatici.

Il tuo obiettivo di conversione sarà chiaramente la vendita dei pneumatici del tuo ecommerce.

E il tuo target? Potresti identificarlo con le persone che cercano su Google “vendita pneumatici online”, che potrai raggiungere con una campagna Google Adwords o un posizionamento organico SEO.

Qualunque sia lo strumento di web marketing che tu scelta, lo puoi scegliere proprio a partire dalla scelta del tuo target.

Definire il target delle tue attività di web marketing è un’azione fondamentale e preliminare addirittura al definire le attività di web marketing che andrai a svolgere. Ma d’altra parte definire con esattezza chi possono essere le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio non è spesso così semplice.

C’è una buona notizia: per farlo ci vengono in aiuto i Personaggi o Buyer Personas, degli archetipi, dei modelli che  che
generalizzano i diversi tipi di Cliente potenziale in base alle loro tendenze demografiche, psicografiche e comportamentali, come ad esempio:

  • Luogo Residenza
  • Età
  • Sesso
  • Stato Civile
  • Interessi
  • Valori
  • Reddito
  • Occupazione
  • Istruzione
  • Competenza Informatica

La creazione delle Buyer Personas, frequente spesso nel contesto dei siti ecommerce, permette di capire chi sono i nostri potenziali clienti, come interagiscono all’interno del nostro sito e di trarre le relative conseguenze, ovvero modificare testo, navigazione e altri aspetti del sito web in funzione dei Personaggi che effettuano acquisti nel tuo sito.

In questo articolo cerchiamo di capire:

  • come possiamo iniziare ad eleborare il target con la teoria dei 4 temperamenti di Keirsey;
  • come definire le Buyer Personas con 3 strategie pratiche di web marketing.

La Teoria dei 4 temperamenti di Keirsey

Un punto di partenza nell’elaborazione dei Personaggi o Buyer Personas nel tuo sito web o ecommerce può essere la distinzione operata da David Keirsey negli anni ’50 nella teoria dei teoria dei 4 temperamenti, che suddivide in 4 archetipi, detti Personaggi, i comportamenti d’acquisto: il personaggio logico, impulsivo, altruista e aggressivo:

4 temperamenti keirsey

Vediamoli insieme e cerchiamo di capire come influenzano alcuni aspetti come il testo, la navigazione del sito web.

Il personaggio logico

Meticoloso e metodico, il logico vuole capire ogni aspetto del tuo prodotto o servizio.

Ha bisogno di descrizioni reperibili in modo pratico e semplice.

Il personaggio aggressivo

E’ l’archetipo del tuo cliente ambizioso, determinato, che cerca credibilità e fiducia dal venditore.

Ha bisogno di elementi che suggeriscano credibilità, vantaggi e benefici del tuo prodotto o servizio.

Il personaggio impulsivo

Il personaggio impulsivo prende decisioni d’acquisto con velocità e immediatezza.

Necessità di elenchi puntati, paragrafi corti e un modo semplice per completare la transazione.

Il personaggio altruista

L’altruista è un personaggio influenzato dall’opinione altrui nelle decisioni d’acquisto.

Necessita di feedback e possibilità di condivisione dell’esperienza.

Ecco riassunte nello schema seguente i 4 temperamenti divisi a seconda di:

  • caratteristiche generali;
  • comportamento;
  • velocità nella decisione d’acquisto;
  • la domanda che si pone;
  • l’applicazione pratica nel tuo sito web;

4 personaggi keirsey

3 Strategie di web marketing per definire le Buyer Personas

Come abbiamo visto all’inizio, per definire in modo preciso il tuo target in Buyer Personas, necessiti di informazioni demografiche e comportamentali.

Tu ti domanderai: dove le trovo? La risposta spesso è davanti a te, in particolare nei dati di Facebook e Google Analytics.

Vediamo 3 strategie di web marketing per definire le Buyer Personas.

#Strategia 1: Definire le Buyer Personas con gli Insights della tua Pagina Facebook

Facebook Insights è la sezione della tua Pagina Facebook dove vengono visualizzati tutta una serie di dati sull’andamento della tua Pagina, come ad esempio i “mi piace”, la copertura degli aggiornamenti di stato, l’engagement sulla Pagina.

Una prima maniera di raccogliere delle informazioni sulle tue Buyer Personas è proprio tramite l‘analisi dei “mi piace”, o like, o fan della tua Pagina Facebook con Facebook Insights.

Fai attenzione però: perchè questi dati siano affidabili la tua Pagina dovrebbe avere dei like cresciuti in modo naturale, senza l’ausilio di Facebook Advertising.

Infatti, per quanto Facebook Advertising possa considerarsi lo strumento più affidabile ed efficace per la crescita dei mi piace, l’analisi dei dati relativi ai mi piace della Pagina potrebbe non essere veritiera, ti spiego il perchè.

Ipotizziamo tu abbia una Pagina Facebook. Nella Pagina col tempo crescono i like. Le persone che hanno cliccato mi piace, lo hanno fatto perchè hanno trovato la Pagina l’hanno trovata interessante e ci hanno cliccato sopra.

Al contrario, quando fai crescere i like con Facebook Advertising, sei tu che “imponi” allo strumento un certo target, che non è detto che sia il tuo reale target, specie se non è stata fatta un’analisi preliminare.

Ecco come puoi trovare delle informazioni utili a definire le tue Buyer Personas con Facebook Insights.

Innanzitutto accedi agli Insights della tua Pagina Facebook e vai nella sezione “Persone”:

facebook insights buyer personas

In questa sezione puoi notare i dati demografici relativi ai mi piace della tua Pagina Facebook, come ad esempio il sesso, la fascia d’eta, il paese, la città di provenienza e la lingua parlata divisi a seconda di:

  • dei tuoi fan, ovvero le persone a cui piace la tua Pagina;
  • delle persone che hai raggiunto tra i tuoi fan (e non), ovvero il numero di persone a cui è stato mostrato il tuo post negli ultimi 28 giorni;
  • delle persone coinvolte, ovvero le persone a cui piacciono i tuoi post (o che hanno compiuto una qualche forma di Reaction), che li hanno commentati o condivisi o che hanno interagito con la tua Pagina, ovvero che hanno fatto una qualche forma di engagement sulla tua Pagina Facebook.

Analizziamo insieme queste 3 voci in vista della creazione delle Buyer Personas.

  • I dati relativi ai fan potrebbero non essere così affidabili per la creazione delle tue Buyer Personas (perchè, come dicevamo poco fa, potresti aver fatto crescere i like su Facebook Advertising con una targetizzazione sbagliata)
  • d’altra parte, quelli relativi alle persone raggiunte sono molto dipendenti dalla Portata Organica dei tuoi aggiornamenti di stato, ovvero da quante e quali persone riesci a raggiungere sulla tua Pagina;
  • la terza sezione, quella alle Persone Coinvolte, è secondo me la più interessante per capire chi sono le persone potenzialmente interessate ai tuoi prodotti e servizi. In questa sezione puoi scoprire infatti chi effettivamente interagisce con i tuoi contenuti, indipendentemente che costituisca la grande parte dei tuoi mi piace o meno.

Analizziamo i grafici seguenti.

Come puoi vedere, la fetta di donne tra i 35 e i 44 anni a cui piace questa Pagina è solo del 12%, minoritaria rispetto, ad esempio, agli uomini di età compresa tra i 25 e i 34 anni, che costituiscono il 24% dei fan della Pagina:

facebook insights buyer personas

Tuttavia, se andiamo a vedere chi effettivamente interagisce sulla Pagina, notiamo un fenomeno strano: le donne tra i 35 e i 44 anni sono proprio tra coloro che registrano il maggior tasso di engagement sulla Pagina.

facebook insights buyer personas

Cosa possiamo concludere da questa analisi? Che se volessimo trarre dei dati sulle Buyer Personas dall’analisi degli Insights della nostra Pagina Facebook dovremmo pensare che sono:

  • donne;
  • di età compresa tra i 35 e i 44 anni;

#2: Definire le Buyer Personas con gli Insights del Pubblico di Facebook Advertising

Gli Insights della Pagina Facebook non solo il solo modo di trarre delle informazioni sui nostri potenziali clienti: è possibile carpire delle informazioni utili a definire le nostre Buyer Personas anche con gli Insights del Pubblico di Facebook di Facebook Advertising.

Il Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising è una funzione che ti consente di trovare sul social media degli utenti di cui possiedi già un dato di contatto, come ad esempio una email, un numero di telefono.

Come possiamo definire il nostro target con l’aiuto del Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising?

Ipotizziamo tu abbia delle email, dei numero di cellulare dei tuoi clienti, ovvero di persone che hanno già acquistato il tuo prodotto o servizio.

Una volta che hai creato un Pubblico Personalizzato con questi dati di contatto, nella sezione degli Insights sul Pubblico  puoi scoprire numerose informazioni relative a quella lista di contatti.

Se non possiedi ancora dei dati di contatto dei tuoi clienti, magari perchè devi ancora definire il target per la tua attività, puoi comunque trarre delle informazioni inserendo determinate informazioni sul tuo Pubblico ideale.

Per farlo innanzitutto devi accedere alla sezione relativa agli Insights sul Pubblico:

insights sul pubblico facebook advertising

A questo punto puoi decidere se visualizzare gli Insights sul Pubblico relativi a:

  • un Pubblico che hai già creato, come ad esempio la lista degli indirizzi email o dei numeri di cellulare dei tuoi clienti;
  • i visitatori del tuo sito web; 
  • un Pubblico di cui andrai ad inserire le caratteristiche;
  • il Pubblico costituito da chi ha cliccato “mi piace” sulla tua Pagina;

insights sul pubblico facebook advertising

 

Grazie agli Insights sul Pubblico di Facebook Advertising puoi scoprire dati sul tuo target di potenziali clienti come:

  • età;
  • sesso;
  • situazione sentimentale;
  • livello di istruzione;
  • titolo professionale;
  • Pagine a cui hanno cliccato mi Piace;
  • luoghi;
  • dispositivi usati.

Audience Insights facebook ads

Da questa analisi possiamo scoprire, ad esempio, che chi ha come interesse la trasmissione “Masterchef” in Italia:

  • è perlopiù uomo (l’avresti pensato?) di età compresa tra i 18 e i 34 anni;
  • è sposato;
  • ha un’istruzione universitaria;
  • lavora nelle vendite e nell’amministrazione;
  • ha cliccato mi piace anche su Pagine ironiche su Masterchef come questa;
  • vive in Puglia;

#3 Definire le Buyer Personas con Google Analytics

Un terzo metodo per comprendere le caratteristiche dei nostri potenziali clienti è l’analisi del Pubblico in Google Analytics:

Dati demografici panoramica Google Analytics

Grazie all’analisi della sezione relativa al Pubblico puoi scoprire dei dati utili alla definizione delle Buyer Personas, come ad esempio:

  • età;
  • sesso;
  • interessi, divisi nelle tradizionali categorie di Rete Display Categorie di Affinità e Segmenti di InMarket;
  • lingue e località;

Conclusioni

Con i dati raccolti grazie agli Insights della Pagina Facebook, del Pubblico di Facebook Advertising, di Google Analytics e con altri metodi come la creazione delle Buyer Personas con Pinterest, avrai una serie di informazioni che puoi ordinare per creare i Personaggi, ovvero i modelli, gli archetipi dei tuoi potenziali clienti.

Definire con esattezza il tuo target ti consente di trarne le dovute conseguenze per il tuo sito, in termini di testo, comunicazione, formattazione.

E tu come raccogli informazioni sul tuo target? Parliamone nei commenti!

 

 

 

 

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Facebook ha introdotto su scala globale le Reactions: se prima l’interazione, quindi l’engagement, su un determinato aggiornamento di stato poteva consistere in un “mi piace”, un commento o una condivisione, ora il like diventa solo una delle “reazioni” possibili a un contenuto che compare nel proprio newsfeed.

Attivare le Facebook Reactions su un aggiornamento di stato è semplice: basta posizionarsi con il mouse sopra il “mi piace” e selezionare la reazione desiderata tra varie emoij, a scelta tra “mi piace”, “love”, “ahah”, “wow”, “sigh” e “grr”.

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Ecco le Reaction presentate proprio dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, con un aggiornamento di stato:

get-facebook-reactions-anywhere

Al di là delle considerazioni sociologiche sulle Reactions, gli aspetti interessanti relativi al marketing su Facebook sono 7:

  1. i motivi squisitamente markettari per cui Facebook ha deciso di introdurre le Reactions;
  2. come le Reaction ampliano la sfera delle possibili interazioni su un aggiornamento;
  3. in che modo le Reactions complicano la vita al social media manager nella sentiment analysis;
  4. se e come queste estensioni del classico “mi piace” concorrano a influenzare la visibilità degli aggiornamenti di stato nel newsfeed;
  5. se e come queste estensioni del classico “mi piace” concorrano a influenzare Facebook Advertising;
  6. come calcolare le Reactions negli Insights della Pagina;
  7. le prospettive che aprono le reazioni sul marketing e l’advertising futuro di Facebook.

Vediamolo insieme partendo dai motivi che hanno spinto Facebook a introdurre questa novità e le ricadute sul marketing.

Reactions: la risposta ai 2 trend del momento, Mobile e Millenials

Uno dei motivi che si adducono come causa dell’avvento delle Reactions è la diffusione del mobile: abbiamo già visto in altri post come l’ascesa crescente del mobile stia influenzando anche Google, che a questo proposito ha tolto gli annunci di Adwords sulla parte destra della SERP e ne ha aggiunto uno in premium position.

Non c’è quindi da stupirsi che anche Facebook stia seguendo un trend, confermato dall’acquisizione di Whatsapp e dal fatto che secondo una recente statistica di We Are Social i social media (in senso lato) più usati sono proprio APP mobile come  Whatsapp, Facebook (Mobile) e Messenger:

Digital Social Mobile in 2015

Un’altro interessante motivo può essere dovuto alla necessità di recuperare un pubblico, quello dei Millenials, in fuga verso social percepiti come più giovani, come Instagram e Snapchat.

Non a caso i Millenials sono anche coloro che cercano sullo smartphone prima di effettuare un acquisto:

Reactions: da 4 a 10 modi di fare engagement

Come dicevamo all’inizio, l’introduzione delle Reactions amplia lo spettro dei modi di avere un’interazione su un aggiornamento della Pagina Facebook o del profilo personale.

Prima il tasso di engagement sulla Pagina e sul post veniva calcolato rispettivamente come segue (immagine da SocialBakerd.com):

engagement rate

Ora ai Like dovranno aggiungersi anche le altre 6 emoticon, che a detta dello stesso Facebook come vedremo hanno lo stesso peso del “mi piace”.

Ma cosa stanno a significare nel concreto le 6 nuove emoji?

E in che modo la loro interpretazione è una bella gatta da pelare nell’analisi del sentiment?

Partiamo col rispondere alla prima domanda.

Like / Mi Piace

like

E’ il tasto per eccellenza.

Esprime approvazione e c’è anche da dire che è il modo più immediato e veloce di esprimere un’interazione sull’aggiornamento.

Love

love

Va probabilmente interpretato come un pulsante che esprime un coinvolgimento più profondo del like.

Ahah

haha

Il post ti è piaciuto nel senso che ti ha divertito? Ecco l'”ahah”.

Wow

wow

Esprime stupore.

Sigh

sigh

Esprime tristezza e come vedremo tra poco nell’analisi del sentiment può essere usato in contesti in cui si prova empatia per una notizia triste.

Grrr

grrr

L’emoji della rabbia, della disapprovazione aperta: attenzione però, come nel caso precedente non è detto che indichi disapprovazione nei confronti del post, ma empatia nei confronti della notizia pubblicata.

In un aggiornamento di stato si possono usare tutte le Reactions, ma solo le prime 3 più usate vengono visualizzate in anteprima.

Inoltre, le Reactions, a differenza dei commenti, non possono essere cancellate.

Una prima conseguenza dell’introduzione di queste diverse sfumature emozionali su Facebook potrebbe riguardare proprio i commenti: le persone, per esprimere disapprovazione, potrebbero passare direttamente attraverso il “grrr”, più immediato e veloce di un commento negativo.

Facebook Reactions: La Sentiment Analysis si tinge di giallo?

Ok, se mobile e millenials possono essere viste tra le principali chiavi di volta di questa innovazione da parte di Facebook, cosa sono queste Reactions e cosa significano? Come possono essere usate?

In realtà a queste domande non deve dare risposta solo l’utente, ma anche il social media manager incaricato di capire non solo come cambia il calcolo dell’engagement in seguito all’introduzione delle Reactions, ma anche come interpretare il mood, l’intenzione emotiva che sta dietro a una reazione.

Se in un aggiornamento di stato “commerciale” di un’azienda che sta promuovendo un prodotto o servizio dovessero comparire delle Reactions come “sigh” e “grrr” potrebbero indicare un segnale negativo.

Ad esempio, in questo aggiornamento di stato di Vodafone, “grrr” è una delle 3 reactions più usate:

facebook reactions

Ma “sad” e “grr” non sono emozioni da interpretare come “negative” per forza.

Prendiamo il caso della Pagina Facebook di una testata editoriale, che in quanto tale pubblicherà anche notizie di cronaca, ad esempio questo aggiornamento di stato, tratto dalla Pagina Facebook del Gazzettino di Padova:

facebook reactions

Al di là del tema “cuccioli”, che è un assist all’engagement 😉 il dato interessate sono le Reaction segnate qui nel riquadro rosso: come interpretare i “grrr” e i “sad”?

Non certo come una presa di posizione dei fan contro il Gazzettino, ma come un segnale di empatia nei confronti della notizia, di rabbia nei confronti dei colpevoli  e tristezza per i cani.

Ecco quindi che la sentiment analysis di un brand, di una Pagina o di un aggiornamento richiederà un’analisi ulteriore, finalizzata a capire che cosa realmente significano di volta in volta le Reactions.

E l’obiettivo di Facebook sembra proprio essere dare alle aziende uno strumento per capire con più precisione cosa si nasconde dietro l’engagement. Richard Sim di Facebook a questo proposito afferma che

Reactions gives businesses a really crisp way of understanding on a multi-dimensional level how people are feeling about the things that they’re posting.

Non esiste un engagement positivo o negativo, ovvero le Reactions valgono lo stesso nel newsfeed

Come impattano le varie sfumature di reactions sulla visibilità dei post?

L’introduzione di emozioni come “grrr” o “sigh” potrebbe portare a pensare che un aggiornamento di stato, in presenza di queste reazioni, possa avere un peggioramento sulla visibilità  del post.

In realtà, a detta dello stesso Product Manager di Facebook Sammi Krug, l’impatto sul newsfeed  delle varie Reactions è lo stesso, ovvero che io abbia 10 “like”, o “love” o abbia 10 “angry” o “sigh”:

Reactions will have the same impact on ad delivery as likes.

Nonostante questo, Facebook, per bocca di Richard Sim, non esclude che, col tempo e con una crescente comprensione di come le Reactions dicono su ciò che le persone vogliono vedere nel newsfeed, Facebook non voglia trattare  le reactions, come ad esempio “love” e “haha” in modo differente, come fattori algoritmici che impattano in modo differente sulla visibilità dei post:

Over time we do expect to have a better understanding of how these different Reactions impact what people want to see in their news feed. So it’s very possible that loves or hahas may be treated differently. We’re going to learn this as we’re going through testing.

Come Calcolare le Reactions con Facebook Insights

Se prima, per ogni post e pagina, potevo fare il calcolo dell’engagement calcolando la somma dei mi piace, delle condivisioni e dei commenti, ora il discorso non cambia, o meglio accanto all’analisi dei like sarà necessario integrare il conteggio delle altre Reactions.

Negli Insight della Pagina è già possibile vedere il calcolo delle Reactions distinto da quello di commenti e condivisioni:

insights facebook reactions

Se clicchi sopra al post in questa sezione si aprirà una schermata che ti riassume i dettagli del post, comprensivi delle Reactions.

facebook-reactions-insights

Per l’Italia sembra che questo tipo di analisi non sia ancora possibile, ma ecco come appare da un articolo di Kristi Hines su Social Media Examiner:

facebook-reactions-insights-post-details

In integrazione alle statsitiche relative al singolo post, Facebook sta testando un grafico che rappresenta le Reactions, come anticipa Social Media Today:

facebook reactions graph

Facebook Reactions e Facebook Ads

Qual’è l’impatto delle Facebook Reactions sul programma di advertising di Facebook?

Analogamente all’influenza delle Reactions sulla portata organica, ovvero sulla visibilità non a pagamento di un post, si potrebbe pensare che le Reactions negative possano avere delle influenze anche in Facebook Ads, un pò come avviene con l’uso del pulsante “remove” su un’inserzione di Facebook Advertising.

Ma così non sembra, anche se l’introduzione delle reazioni porta a 5 conseguenzse per gli inserzionisti, come afferma lo stesso Facebook nel Centro di Assistenza per gli inserzionisti:

  • innanzitutto, come abbiamo già visto, le metriche che calcolano i “Mi piace” considereranno anche le reazioni. Tuttavia, afferma Facebook, non saranno forniti dettagli relativi alle singole reazioni.
  • Gli inserzionisti che desiderano vedere i dettagli delle reazioni, potranno farlo esclusivamente negli Insights della Pagina.
  • Le reazioni sono considerate allo stesso modo dei “Mi piace” per la pubblicazione delle inserzioni (ad es. “Wow” non ha un valore superiore rispetto al “Mi piace” nell’asta).
  • Come non puoi rimuovere un “Mi piace”, non potrai eliminare neanche una reazione.

4 prospettive future delle Reazioni sul Marketing e l’Advertising su Facebook

Quali sono le prospettive future delle Reazioni di Facebook sul marketing e sull’advertising? Eccone 4:

  • Innanzitutto, come abbiamo visto, l’analisi delle reactions richiederà uno sforzo maggiore nell’analisi del sentiment;
  • D’altra parte le persone potrebbero essere stimolate a ridurre i commenti a favore delle Reactions, più immediate e veloci;
  • Come si evolverà Facebook Advertising con l’introduzione delle Reactions? Alcuni Advertisers aspettano con ansia il momento in cui sarà possibile profilare in base alla reaction. Ad esempio, potresti voler intercettare chi tra i tuoi Fan è più propenso al “love”, o i clienti scontenti che fanno spesso “grrr”.
  • Le reazioni potrebbero avere anche un impatto sull’EdgeRank, l’algoritmo di Facebook. Lo stesso Facebook non esclude che in futuro, in presenza di una maggiore consapevolezza di come gli utenti di Facebook usano le reazioni, le emoji  possano costituire un aspetto che influisce sulla visibilità di un post.

E tu come vedi il futuro del marketing e dell’advertising su Facebook con l’introduzione delle Reazioni? Parliamone nei commenti!

Credits: Immagine in anteprima da Montulli.it.

 

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Se conosci il remarketing, probabilmente sei consapevole delle potenzialità di questo strumento.
Se non lo conosci, probabilmente ne sarai venuto a conoscenza quando sei entrato in un sito, magari hai guardato un determinato prodotto o addirittura l’hai aggiunto al carrello e poi ti sei ritrovato una pubblicità di quel prodotto che ti segue ovunque, come esemplifica in modo ironico la vignetta qui sotto:remarketing
Se entri in un sito come Amazon, Hoepli, Il Giardino dei Libri e molti altri puoi fare esperienza diretta di questo strumento, che in sostanza traccia la tua visita grazie ai cookie salvati nel tuo browser (a questo proposito puoi leggere Come Generare una Cookie Policy: I 2 Migliori Strumenti per il tuo Sito (Gratuiti, in Italiano, anche per WordPress): Iubenda e Nibirumail) e ti segue potenzialmente ovunque nella tua esperienza di navigazione.
Il remarketing o retargeting, da un punto di vista dell’utente finale può risultare piuttosto invasivo,  e come confermano le statistiche pubblicate su InskinMedia, secondo cui il remarketing può risultare noioso, intrusivo e fare persino arrabbiare:
InSkin Media retargeting reactions
D’altra parte questo strumento può essere straordinariamente efficace nell’affrontare un fenomeno allo stesso tempo fisiologico e deleterio, ovvero il fatto che
E’ quella che in un altro post, dedicato alle 3 Migliori Strategie per Catturare il Visitatore del tuo Sito (prima che lo Abbandoni senza Convertire) ho definito come “la dura verità”.

La dura verità? La stragrande maggioranza dei visitatori del tuo sito lo abbandonerà senza convertire

La dura verità? La stragrande maggioranza dei visitatori del tuo sito lo abbandonerà senza convertire.

Lo sapevi che, secondo una statistica, il 97% dei visitatori di un ecommerce lo abbandona senza convertire?

O che il 67% di loro semplicemente acquisterà in un secondo momento?

O meglio, lo farà se ritornerà sul sito per farlo.

Uno studio ad opera di Gleanster Research conferma che fino al 50% dei visitatori qualificati (target o prospect) di un sito non sono pronti a comprare. Del restante 50% la prima metà (25%) non sono interessati, l’altra metà è pronta all’acquisto.

lead magnet

No Connection, 3 Problems

A questo punto abbiamo 3 problemi, che costituiscono un danno economico diretto ed indiretto per il tuo sito web:

Problema #1 (Danno Economico Diretto): Mancata Conversione

Se la metà dei visitatori del tuo sito non è pronta a convertire (per motivi che vedremo più sotto), c’è un danno economico diretto, derivato dalla mancata vendita;

Problema #2 (Danno Economico Indiretto): Mancato Ritorno dell’investimento pubblicitario

Se questo non bastasse, per far arrivare quel 50% di visitatori al sito web potresti aver investito in attività come campagne pubblicitarie Google Adwords, Facebook Advertising o nell’acquisizione di traffico organico tramite attività SEO e quindi aver subito un danno economico indiretto, dato dalla vanificazione dell’investimento pubblicitario;

Problema #3 (Danno Economico Indiretto): Mancato ritorno dell’utente

Ok, dirai tu, ma tanto l’utente se non è pronto lo sarà e prima o poi, e tornerà. Ne sei proprio sicuro? Secondo le statistiche riportate da Tony Haile di Chartbeat su un noto articolo sul Time, il 55% dei visitatori spenderà meno di 15 secondi sulla pagina e la stragrande maggioranza non tornerà. Perchè? Ora lo scopriamo.

L’eterno (non) ritorno del visitatore

Immagina di stare passeggiando in una città nuova: noti un negozio, ci entri, vedi qualcosa che ti piace e poi esci perchè “ci devi pensare” o non hai tempo. Il giorno dopo decidi di tornare, ma non ti ricordi esattamente dov’era: potrai ritrovarlo facilmente pensando ad alcuni riferimenti fisici tipo monumenti, altri negozi…che ti aiutano a ritrovare la strada.

Sul web tuttavia non funziona così, proprio a causa dell’assenza di riferimenti precisi. Immagina di entrare in un ecommerce tramite un link pubblicitario trovato su Facebook o Google Adwords. Vedi qualcosa che ti piace e poi esci. A differenza dell’esempio precedente, non riuscirai a ritrovare facilmente il sito, sopratutto se ci sei arrivato linkando un annuncio pubblicitario che al momento è scomparso.

La soluzione: connettersi al visitatore

Riepiloghiamo la situazione: è fisiologico che una buona parte del traffico targetizzato che entra nel tuo sito esca senza convertire. E’ altrettanto plausibile che non si ricordi il nome del sito o come ci è arrivato, perdendo ogni possibilità di ritornare e convertire. E’ necessario quindi connettersi al visitatore non appena entra nel sito. Come? Ci sono 3 modi possibili.

I 3 modi per stabilire una connessione col visitatore del tuo sito web

Ne abbiamo parlato approfonditamente nel post citato prima, in ogni caso per connettersi al tuo visitatore hai 3 possibilità:

  • e infine connetterti con il remarketing o retargeting.

Cosa puoi ottenere dal retargeting

A differenza degli altri 2 metodi, dove l’utente deve decidere se connettersi o meno a te dandoti la sua mail e il suo like, nel remarketing o retargeting il processo è automatico: nel momento in cui l’utente accede al sito dove hai collocato il tuo tag, il tuo codice di remarketing, scatta il tracciamento (salvo casi particolari), come illustra questa immagine di Sitescout:

 

remarketing

Ma quali sono gli obiettivi che possiamo raggiungere con il remarketing? Secondo una statistica pubblicata da Chango/Digiday:

  • per il 23% aumentare i profitti;
  • per quasi l’11% acquisire nuovi clienti;
  • per il 4% conquistare clienti della concorrenza

 

retargeting goals

Inoltre,

quasi il 17% non usa il remarketing Condividi il Tweet

Sei tra quelli? Allora continua a leggere, questa guida è per te.

Ma iniziamo a parlare di remarketing e retargeting cercando di capire cosa sono, quindi il loro significato e definizione, distinguendo remarketing da quello che spesso viene usato come sinonimo, ovvero il retargeting.

Remarketing VS Retargeting: una definizione e significato

Per quanto i due termini remarketing e retargeting vengano spesso usati per indicare la stessa cosa, nella definizione originale i 2 termini indicano cose differenti:

  • Per remarketing tipicamente si intende il processo per coinvolgere nuovamente i clienti tramite l’email marketing, come avviene ad esempio nel caso di quando gli ecommerce inviano delle email di follow up in casi come l’abbandono del carrello;
  • per retargeting invece si intende tipicamente la visualizzazione di annunci pubblicitari a un utente che ha precedentemente visitato una pagina del sito o compiuto una determinata azione di conversione.

Nonostante questa definizione, lo stesso Google usa il termine “remarketing” per indicare quello che a tutti gli effetti è un retargeting.

In questo articolo useremo i termini remarketing e retargeting come sinonimi, seguendo l’uso che se ne fa nella lingua italiana.

I 4 passaggi principali di una campagna di retargeting

Indipendentemente dallo strumento che utilizzi, i passaggi di creazione di una campagna di retargeting rimangono sostanzialmente gli stessi. Una bella immagine, tratta da Econsultacy.com, ci illustra i 4 passaggi principali di una campagna di retargeting:

  1. all’inizio del processo abbiamo un utente che atterra sul tuo sito web;
  2. lo stesso visitatore lo abbandona, solitamente senza convertire;
  3. una volta entrato nel tuo sito, grazie a un codice di retargeting, hai tracciato l’utente, a cui mostrerai un annuncio mirato;
  4. grazie a questo annuncio, l’utente potrà tornare nel sito che ha abbandonato.

retargeting

I 2 principali siti dove fare remarketing o retargeting

Per quanto tu possa fare remarketing o retargeting su una grande quantità di siti, in questa guida ci concentreremo sulle 2 principali e più usate forme:

A questo punto andiamo ad analizzare nel dettaglio come creare una campagna di retargeting proprio questi 2 strumenti visti: Google Adwords e Facebook Advertising.

Come fare remarketing con Facebook Advertising

Per implementare una campagna di remarketing o retargeting con Facebook Ads devi usare le Custom Audience, di cui abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo: Il Pubblico di Facebook Advertising: Guida Completa + 12 Strategie per Aumentare CTR e Conversioni (fino al 300%).

Entra nel tuo account Facebook Ads e vai su Strumenti > Pubblico dal menu principale.

A questo punto clicca su “Crea Pubblico”.

pubblico personalizzato simile salvato facebook ads

Hai a disposizione 3 tipologie di Pubblico, di cui le 3 più interessanti per il nostro argomento sono:

  • il Pubblico personalizzato, che ti consente di fare retargeting;
  • Il Pubblico simile: una volta che hai creato una lista di retargeting, puoi creare un’altra lista di persone affini a queste;

A questo punto seleziona “Pubblico Personalizzato”:

Come vedi dall’immagine, hai 3 opzioni: quella che ci interessa è Visite sul sito web.

remarketing pubblico personalizzato

A questo punto dovrai creare un pixel di Facebook, ovvero un codice che andrà collocato in tutte le pagine in cui vorrai tracciare gli utenti per il remarketing.

Una volta fatto questo, ti basterà creare come Pubblico chi ha visitato il tuo sito o una serie di pagine in un determinato arco temporale:

 crea pubblico remarketing

 

Come fare remarketing con Google Adwords

Come abbiamo visto sopra, Google chiama il proprio retargeting “remarketing”, che si implementa da Google Adwords.

Ci sono sostanzialmente 3 modalità di fare su Google Adwords remarketing o retargeting:

  • display: mostra a utenti che hanno visitato il nostro sito web i nostri annunci su vari siti della rete Display ;
  • search: mostra a utenti che hanno visitato il nostro sito web i nostri annunci nelle loro ricerche su Google;
  • dinamico:  mostra annunci a utenti che hanno visitato certi prodotti del nostro ecommerce.

Una volta entrato nel tuo account, accedi alla Libreria Condivisa in fondo a sinistra e una volta dentro clicca su “Segmenti di Pubblico”:

egmenti di pubblico remarketing google adwords

Aprendo il menu a tendina “elenco per il remarketing” trovi varie opzioni:

 

  • Visitatori del sito web – permette di creare una lista a partire dal tuo codice di retargeting che hai inserito sul tuo sito web;
  • Utenti delle app – permette di fare remarketing su chi ha installato al tua APP;
  • Emails dei clienti: questa funzione, molto simile al Pubblico Personalizzato di Facebook, di consente di caricare una lista di email e direzionare gli annunci agli utenti che la possiedono.

Vediamo l’opzione “Visitatori del sito web”.

elenco per il remarketing google adwords

Una volta che hai cliccato su  “Visitatori del sito web”, selezionerai “visitatori di una pagina con un tag specifico” dal menu a tendina “Chi aggiungere al tuo elenco”:

nuovo elenco per il remarketing google adwords

A questo punto potrai selezionare per quanto tempo le persone saranno sulla tua lista di remarketing (di default l’impostazione è a 30 giorni, puoi arrivare fino a 540 per la rete Display) e generare il tag cliccando su “Nuovo Tag”, tag che inserirai nelle pagine del sito dove vuoi tracciare gli utenti.

Il retargeting o remarketing dinamico

C’è un altra forma di remarketing, il remarketing dinamico.

In cosa consiste? Nel mostrare agli utenti che hanno visitato, ad esempio, un determinato prodotto nel nostro ecommerce, annunci relativi a quel prodotto:

 remarketing-dinamico

Il remarketing dinamico si può attivare con:

  • Facebook Advertising, a partire dal Power Editor;
  • Google Adwords

In entrambi i casi si dovranno creare delle liste di feed di dati da inserire in piattaforma.

Un utile risorsa per approfondire l’argomento remarketing e retargeting in Google Adwords sono le slide Remarketing e Retargeting AdWords: istruzioni per l’uso di Gianpaolo Lorusso:

Conclusioni

Ricapitoliamo gli argomenti visti finora.

Siamo partiti dalla natura double face del remarketing: da un lato strumento indispensabile per connettersi all’utente che entra nel sito e lo abbandona senza convertire, magari dopo aver aggiunto un prodotto al carrello, dall’altro strumento spesso percepito come invasivo dall’utente che lo subisce.

Il remarketing, oltre che essere un modo per far tornare l’utente sul sito che ha abbandonato, può essere anche un veicolo, diretto o indiretto, di brand awareness come dimostra la statistica riportata più sopra.

Abbiamo inoltre visto come implementare una campagna di retargeting con il Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising e le 3 tipologie di remarketing di Google Adwords, che ci consente di raggiungere utenti sulle ricerche di Google, sui siti appartenenti alla rete display.

E infine, il remarketing dinamico, funzione che ci consente di mostrare all’utente esattamente il prodotto che ha visitato nel nostro sito ecommerce.

E tu? Hai utilizzato una di queste forme di remarketing? Parliamone nei commenti!

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Let’s Start

Bonus Gratuito per te: Ho preparato 4 Video Inediti che ti guidano alla scoperta della migliore strategia di web marketing per il tuo sito: Scaricali qui ora!

Si sente tanto parlare, e a ragione, del Pubblico di Facebook Advertising: ma cos’è? E come si implementa praticamente? E quali sono alcune modalità di utilizzo? Ne parliamo in questa guida, iniziando proprio da alcune statistiche di successo nell’utilizzo di questa funzione.

+ 300% Conversioni, + 75% CTR, – 65% Costo per Azione: con un miracolo? No, il Pubblico di Facebook Advertising [5 case histories]

L’hai letto nel titolo, ed ecco le prove: secondo uno studio di Ampush, il retargeting con Facebook, effettuato (come vedremo tra poco) con la funzione Pubblico personalizzato di Facebook, è stato in grado di triplicare i tassi di conversione e ridurre del 65% il costo per azione (CPA) delle campagne che usano altri strumenti di targeting su Facebook.
ampush pubblico facebook

Non è solo Ampush a beneficiare del pubblico personalizzato di Facebook: secondo un report di AdEspresso, le Facebook Custom Audiences hanno consentito a numerose aziende di incrementare i propri CTR, tassi di conversione e diminuireil costo di acquisizione del cliente:

  • KingNet ha avuto un +75% di CTR, un +46.6% di tasso di conversione e un 43.37% di minore CPA;
  • OpenSky ha incrementato del +30% il suo tasso di conversione;
  • JackThreads ha ridotto del 30% il CPA delle iscrizioni come membro;
  • Kixeye ha duplicato le conversoni, e aumentanto del 5.5X il LifeTime Value;

+ 300% Conversioni, + 75% CTR, - 65% CPA con il Pubblico di Facebook ADS Condividi il Tweet

Come sono possibili questi risultati? Con l’applicazione delle varie funzionalità del Pubblico di Facebook.

In questo post vedremo:

  • cos’è il Pubblico di Facebook Advertising e le 3 tipologie di Pubblico creabili (Personalizzato, Simile e Salvato);
  • 10 strategie creative, talvolta inusuali, ma allo stesso tempo efficaci, di applicazione del Pubblico di Facebook Ads;
  • come creare passo passo un Pubblico Personalizzato, Simile e Salvato.

Iniziamo da una definizione: cos’è il Pubblico di Facebook Advertising? Lo potremmo definire una potente modalità di targetizzazione dello strumento pubblicitario di Facebook, che ti consente di raggiungere varie tipologie di target e di implementare numerose strategie: iniziamo proprio da qui e vediamo quali.

12 strategie creative, efficaci & inusuali per usare il Pubblico Personalizzato, Salvato e Simile di Facebook Advertising

Strategia #1: (Ri)trovare su Facebook i clienti e potenziali clienti di cui abbiamo mail o telefono con il Pubblico Personalizzato

Ipotizziamo che tu abbia un’azienda che voglia iniziare un’attività di web marketing su Facebook: con ottima probabilità possiederai una lista di indirizzi email, di persone iscritte alla tua newsletter.

Tramite la funzione di pubblico personalizzato di Facebook Advertising puoi partire proprio da loro, direzionandogli annunci pubblicitari su Facebook con un vantaggio evidente: chi si è iscritto alla tua newsletter ha scelto di farlo, ti conosce, quindi farai meno fatica a indirizzare una proposta commerciale a chi ti conosce, piuttosto che a chi deve ancora capire se tu e il tuo prodotto e servizio siete  affidabili e fate al caso suo.

Lo sai anche tu: è più facile e più economico convertire un utente che hai già comprato o che ti conosce.

Strategia #2: (Ri)Connettersi ad utenti che hanno visitato il sito con il Remarketing di Facebook

Quante persone di quelle che entrano ogni giorno in un negozio comprano la prima volta? Poche, veramente poche, o comunque non la maggior parte.

Questo fenomeno avviene anche online, dove le statistiche confermano come una minima parte di chi accede al sito la prima volta converte, ovvero acquista un prodotto nel tuo ecommerce o ti lascia i propri dati di contatto.

Per questo è indispensabile connettersi all’utente una volta entrato nel sito.

Acquisire un contatto del potenziale cliente che non ancora deciso se tu e il tuo prodotto o servizio fanno al caso suo ha un vantaggio economico evidente: consente di non perdere per sempre un potenziale cliente che è entrato nel tuo sito attraverso una campagna pubblicitaria per il cui clic hai pagato.

Ci sono tre modi di connettersi ad un utente che accede al nostro sito:

  1. Chiedendogli l’indirizzo email,  ovviamente offendo gli qualcosa in cambio (un lead magnet): a questo proposito ti consiglio di leggere: Lead Generation: 3 Fasi e 3 Strumenti per Generare il 23% in Più di Contatti di Potenziali Clienti: Guida Completa
  2. Facendogli cliccare “mi piace” sulla nostra pagina Facebook, e a questo proposito ti consiglio di leggere: Come Avere Più Mi Piace: Le 4 (-2) Migliori Tecniche per Aumentare i Like sulla tua Pagina Facebook;
  3. Ricollegandosi a lui con il remarketing;

Il pubblico personalizzato di Facebook ci consente, grazie al pixel di monitoraggio, di attivare il remarketing, andando a riproporre un annuncio pubblicitario a chi ha visitato il nostro sito senza convertire, ricordandogli la sua visita e incentivandolo a tornare sul sito.

Ecco un’immagine che illustra il processo del remarketing (o retargeting) con il Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising:

remarketing-facebook-ads-pubblico-personalizzato

Le modalità per fare remarketing con il Pubblico Personalizzato di Facebook comprendono la possibilità di mostrare l’annuncio a:

  • chiunque visiti il sito web;
  • persone che visitano pagine web specifiche;
  • persone che visitano pagine web specifiche ma non altre;
  • persone che non hanno fatto visita al sito per un certo tempo; quest’ultima funzione dà la possibilità di includere le persone che che hanno visitato il tuo sito Web negli ultimi 180 giorni ma non sono tornate negli ultimi 30 (o altro numero) giorni.
  • una combinazione personalizzata dei criteri precedenti.

Ecco qui sotto una galleria delle funzioni di remarketing (o retargeting) con il Pubblico Personalizzato di Facebook Ads:

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Strategia #3: (Ri)Trovare su Facebook ai nostri contatti di LinkedIn con il Pubblico Personalizzato

Trovare su Facebook i nostri contatti di LinkedIn? E’ una funzione poco conosciuta del Pubblico, ma se ci pensi è possibile: puoi scaricare la lista di tutte le tue connessioni LinkedIn e come dei loro indirizzi email, esportandola in formato CSV o su outlook o altri provider di posta.

In questo modo, con gli indirizzi email ottenuti, potrai usare il Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising per mostrare alle tue connessioni di LinkedIn il tuo annuncio pubblicitario, in modo non invasivo.

Nonostante questa strategia spesso non consenta di raggiungere un alto numero di persone (dato che la mail con cui le persone si registrano a Linkedin può non essere la stessa usata per Facebook), i risultati, almeno secondo una ricerca compiuta da AdEspresso sono confortanti: creare un  Pubblico Personalizzato con le mail di Linkedin ha portato a AdEspresso un CTR 6 volte superiore e un costo per conversione molto minore ($0.686 Vs. $3.689) rispetto a un’altra targetizzazione fatta con un Pubblico più ampio:

ADESPRESSO linkedin facebook pubblico

Strategia #4: Trovare su Facebook persone simili ai tuoi clienti con il Pubblico Simile

Hai la lista di mail dei tuoi clienti vero?

Li conosci bene? Forse sì, ma un algoritmo può conoscerli meglio di te.

Il Pubblico Simile di Facebook Advertising ti consente infatti, a partire ad esempio da una lista di email con cui hai creato un Pubblico Personalizzato, di estrapolare algoritmicamente le caratteristiche comuni a queste ultime e trovare su Facebook persone simili, quindi probabilmente altrettanto propense ad acquistare.

Strategia #5: Recuperare chi ha abbandonato il carrello del tuo ecommerce (senza comprare)

Se hai un ecommerce sicuramente ne sei a conoscenza: uno dei motivi principali di mancato acquisto è l’abbandono del carrello.

La persona aggiunge il prodotto al carrello…ed esce senza completare la transazione.

Come fare a ricordare a queste persone di completare l’acquisto? In 3 steps:

  1. crea un Pubblico Personalizzato inserendo il pixel di monitoraggio nella pagina del carrello;
  2. crea un Pubblico Personalizzato inserendo il pixel di monitoraggio nella pagina dove atterra il visitatore che ha comprato;
  3. a questo punto basterà creare un annuncio diretto al Pubblico con una combinazione personalizzata: chi ha visitato il carrello escludendo però chi ha visitato la pagina dove atterra chi ha comprato (la Thank You Page).

Ecco come:

abbandono carrello pubblico facebook advertising

Strategia #6: Ottimizzare i tempi di creazione dell’annuncio con il Pubblico Salvato

Come sai, Facebook Advertising ha molte opzioni di targetizzazione: puoi scegliere età, sesso, località, interessi del tuo target.

Ma farlo costa tempo: con il Pubblico Salvato, come potrai vedere più sotto, puoi salvare degli insiemi di caratteristiche del tuo target, scegliendole poi agevolmente dal menu a tendina quando crei un annuncio:

gruppi di pubblico salvati facebook ads

Strategia #7 Recuperare un contatto inattivo

Quando invii una newsletter, ad esempio con uno strumento professionale come  Get Response o Aweber, o tramite un autoresponder, ci puoi vedere se ci sono iscritti che non aprono la tua email da molto tempo.

Grazie al Pubblico Personalizzato di Facebook Ads puoi fare un re-engage dei tuoi utenti inattivi.

Strategia #8: Direzionare un annuncio a un utente interessato a una specifica categoria (segmentare)

In Web Marketing Academy ho diverse categorie di articoli: ci sono articoli a tema Facebook Advertising, come questo, a tema Email Marketing, a tema SEO and so on.

D’altra parte, nel tuo ecommerce o sito potresti avere una situazione simile.

Ipotizziamo che tu voglia indirizzare un annuncio a un utente che visita una certa categoria di articoli o prodotti, ad esempio per vendere un prodotto o servizio inerente: grazie al remarketing con il Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising puoi far vedere il tuo annuncio a chi visita solo una certa parte del tuo sito e quindi potrebbe essere interessato a quel tema o prodotto.

Insomma, puoi segmentare il tuo visitatore, aumentando così le possibilità di mostrargli un prodotto coerente.

Strategia #9: Fare Cross Selling

Ipotizziamo tu abbia numerosi prodotti in vendita. Un visitatore del tuo sito ne compra uno e, completata la transazione, atterra sulla thank you page.

A questo punto potresti tracciarlo tramite il pixel di monitoraggio e mostrargli un annuncio con un prodotto simile a quello che ha comprato.

In una parola, puoi usare il Pubblico Personalizzato e il remarketing con Facebook Ads per fare cross selling.

Strategia #10 Fare remarketing sulle liste di Mail Chimp con il Pubblico Personalizzato

Quando importi le mail nel Pubblico Personalizzato, puoi farlo anche dalle liste di Mail Chimp: gli indirizzi e-mail della tua lista MailChimp saranno abbinati alle persone su Facebook per creare un pubblico e come conferma Facebook, “i tuoi contatti non riceveranno notifica di essere stati aggiunti a un pubblico”.

Strategia #11: Vietato inviare newsletter personalizzate ai clienti dell’ecommerce? Raggiungili con il Pubblico Personalizzato!

Questa è fresca fresca: il garante della Privacy ha sancito come non si possano più inviare newsletter personalizzate ai clienti di un ecommerce senza che questi abbiano espresso il loro consenso in merito.

No Problem: puoi comunque raggiungerli grazie al Pubblico Personalizzato di Facebook.

Strategia #12: Trovare persone simili ai tuoi like

Oltre a trovare persone simili a un Pubblico personalizzato creato in precedenza o a persone che hanno visitato una pagina del tuo sito, puoi trovare persone simile a quelle che hanno cliccato “mi piace” sulla tua Pagina Facebook grazie al Pubblico Simile.

Come creare un Pubblico in Facebook Advertising: guida passo passo

A questo punto andiamo a vedere come creare un Pubblico.

A partire dalla Gestione Inserzioni seleziona dal menu a tendina “Strumenti” troverai due voci:

  • Pubblico;
  • insights sul pubblico, ovvero le statistiche sui vari tipi di Pubblico che hai creato.

pubblico facebook ads

Entriamo nella prima sezione “Pubblico” troviamo 3 possibili tipologie di Pubblico creabili:

  • il pubblico personalizzato (in inglese “custom audience”)
  • il pubblico simile (in inglese “Look A Like”)
  • il pubblico salvato (in inglese “saved Target Group”).

pubblico personalizzato simile salvato facebook ads

Andiamo ad analizzare insieme caratteristiche e potenzialità di queste 3 modalità di Pubblico di Facebook Advertising.

Il Pubblico Personalizzato (Custom Audience): Come trovare i tuoi contatti (mail, telefonici e di Linkedin) su Facebook

La tipologia di Pubblico di Facebook Ads più conosciuta e utilizzata è senz’altro il pubblico personalizzato, o custom audience:

pubblico personalizzato facebook ads

Nella schermata relativa a questa tipologia di Pubblico noterai che puoi creare un pubblico personalizzato a partire da diverse fonti: vediamole insieme.

Elenco di clienti

La prima possibilità di creazione di un Pubblico personalizzato ti consente di usare alcuni dati già in tuo possesso, che possono essere:

  • indirizzi email che possiedi;
  • numeri di telefono che possiedi;
  • ID utenti Facebook di persone che abbiano usato una tua applicazione.

Entriamo nel dettaglio delle prime 2 funzioni, dato che è possibile che email e numeri di telefono siano in possesso di qualsiasi azienda.

Come Ritrovare su Facebook i tuoi Contatti Email e Telefonici con il Pubblico Personalizzato

Ipotizziamo che tu sia in possesso di una lista di email o di numeri di telefono, i classici contatti commerciali che potresti aver acquisito da iniziative di list building e lead generation online o offline: grazie al “Pubblico personalizzato”, puoi direzionare il tuo annuncio pubblicitario su Facebook Advertising proprio a questi contatti, purchè l’indirizzo email che possiedi sia lo stesso con cui si sono registrati su Facebook.

Se non sei in possesso di alcun indirizzo email o vuoi averne di nuovi per sfruttare questa funzione, ti consiglio la lettura di 2 miei articoli:

A questo punto potrai importare su Facebook i tuoi contatti, in 3 modalità possibili:

  1. caricare un file che contenga gli indirizzi email, i numeri di telefono: puoi caricare file in formato .csv o .txt e i file di testo (.txt e .csv) possono contenere gli elementi su righe separate o un elenco di elementi separati da una virgola.
  2. copia e incollare indirizzi email e i numeri di telefono, ID utente di Facebook da un foglio di calcolo o un file di testo. Puoi copiare le colonne da un foglio di calcolo contenente un elemento per riga o da un elenco di elementi separati da una virgola.
  3. importare gli indirizzi email da Mail Chimp: con questa funzione  gli indirizzi e-mail della tua lista MailChimp saranno abbinati alle persone su Facebook per creare un pubblico.

Una volta caricati indirizzi email e i numeri di telefono o ID utente di Facebook Facebook Advertising andrà alla ricerca di iscritti al social network che sono registrati con la mail, o il numero di telefono inseriti o il cui ID corrisponde a quello inserito.

Pubblico Salvato  (Saved Target Group): come risparmiare tempo nella creazione degli annunci di Facebook Ads

Che cos’è il pubblico salvato di Facebook Ads e in cosa si differenzia dal Pubblico personalizzato? E’ semplice.

Quando crei un annuncio in Facebook Advertising, la prima sezione, dopo aver scelto l’obiettivo per la tua campagna, è dedicata alla scelta delle caratteristiche che avranno gli utenti a cui destinerai la tua inserzione.

Ora, ipotizziamo che tu abbia una fascia di target che usi spesso per le tue inserzioni, ad esempio crei spesso annunci su Facebook destinati a:

  • donne;
  • di età compresa tra i 20 e i 40 anni;
  • che abitano a Milano nel raggio di 20 km;
  • che hanno come interessi la moda, il fashion…etc.

Senza dover settare ogni volta queste caratteristiche, Facebook ti dà la possibilità di salvarle in un Pubblico, creando appunto un Pubblico Salvato:

 crea un pubblico salvato facebook advertising

Potresti ad esempio chiamarlo “Donne 20 40 Milano Moda”. Una volta salvato, potrai richiamarlo facilmente nella parte iniziale della schermata di definizione del pubblico, dove c’è appunto il menù a tendina “Pubblico”.

Il Pubblico Simile (Look a Like): come trovare nuove persone su Facebook simili ai tuoi clienti più importanti

Tieniti forte, perchè non è finita: una funzione bomba di Facebook Advertising ti consente di creare un Pubblico Simile (chiamato Look a Like) a quello che hai creato, a partire da:

  • un pubblico personalizzato che hai creato precedentemente;
  • una Pagina Facebook di cui sei amministratore;
  • un pixel di monitoraggio.

crea un pubblico simile facebook advertising

Cerchiamo di capire insieme queste 3 opzioni.

Creare un Pubblico Simile significa cercare su Facebook delle persone simili a quelle di un Pubblico personalizzato, dei “mi piace” su una Pagina Facebook, o di persone che sono accedute ad una pagina web dove ho inserito il mio pixel di monitoraggio.

Come puoi vedere dalla schermata sopra riportata, posso creare un Pubblico Simile in 3 step:

  1. devo selezionare l’origine, ovvero da quale fonte voglio cercare persone simili;
  2. dove selezionare il paese di destinazione della mia inserzione;
  3. devo selezionare le dimensioni del pubblico, che variano dall’1% al 10% della popolazione totale del Paese: l’1% rappresenta le persone maggiormente corrispondenti al tuo pubblico di origine.
Come fa Facebook a creare un pubblico simile a quello di partenza? Prende in considerazione le caratteristiche che le persone del tuo pubblico di origine hanno in comune (ad es. dati demografici, interessi) e trova le persone più “simili” al tuo pubblico di origine nel Paese che specifichi.

E dopo aver creato il Pubblico? Schermata e creazione dell’annuncio

Una volta trovata una corrispondenza tra i criteri inseriti, siano essi indirizzi email, numeri di telefono (nel Pubblico Personalizzato), o opzioni di targetizzazione specifiche (nel Pubblico Salvato) Facebook creerà un Pubblico nella maniera seguente:

pubblico personalizzato dashboard

Come puoi vedere, nella schermata che ti presenta le varie tipologie di Pubblico hai diverse colonne:

Nome

E’ il nome che tu assegni al pubblico che hai creato. Ad esempio, io uso “Visitatori Sito Web” per designare le persone che hanno visitato un certo sito (e su cui potrò fare Remarketing, come vedremo più sotto) o “Look a Like Sito Web” per designare un Pubblico Simile a un altro creato (come vedremo tra poco);

Tipo

E’ la tipologia di Pubblico: come puoi notare dalla schermata le tipologie sono le 3 di cui abbiamo parlato prima: Pubblico Personalizzato, Pubblico Simile e Pubblico Salvato.

Dimensione

E’ la dimensione del tuo pubblico. Ovvero: se hai inserito, ad esempio, 1000 mail, per quante di queste Facebook ha trovato corrispondenza tra gli iscritti? O quante persone corrispondono alle opzioni di targetizzazione che hai inserito nel Pubblico Salvato? La risposta la vedi nella sezione “dimensione”;

Disponibilità

In questo caso hai 3 possibilità. E’ possibile che il tuo pubblico sia:

  • pronto: significa che Facebook ha trovato una sufficiente corrispondenza tra i dati che hai inserito e le persone iscritte;
  • Pubblico troppo ristretto: il pubblico deve includere almeno 20 persone se desideri usarlo per le inserzioni;
  • Basso tasso di corrispondenza: compare nel caso in cui i dati che hai inserito non trovino abbastanza corrispondenza tra gli iscritti a Facebook.
Data creazione

La data di creazione del tuo Pubblico.

Una volta creato un Pubblico, sia esso Personalizzato, Simile o Salvato, potrai direzionare a questa fascia di target la tua inserzione.

Gli Insights sul Pubblico

Non è finita: nella sezione “Insights”, una volta selezionato un Pubblico di almeno 1000 persone, potrai vedere alcune caratteristiche del tuo Pubblico, come:

  • età;
  • sesso;
  • stili di vita;
  • situazione sentimentale;
  • livello di istruzione;
  • titolo professionale.

Tutte informazioni che potrebbero esserti utili per definire al meglio il tuo target o costruire dei Personaggi, o Buyer Personas:

insights pubblico facebook ads

Ora tocca a te!

Se pensi a quante persone sono iscritte su Facebook, capisci che gli ads su Facebook costituiscono una forma di advertising estremamente potente, di cui in questa guida hai visto un aspetto particolare, quello delle email per Facebook.

Ora tocca a te: hai usato il Pubblico di Facebook? Hai qualche modalità di utilizzo da consigliare?

Parliamone nei commenti!

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Da quando Facebook Advertising ha introdotto delle forme di advertising sul newsfeed come i Post Sponsorizzati e le Facebook Offers, gli annunci pubblicitari sulla barra laterale destra del profilo personale sono inevitabilmente passati in secondo piano.

Le 3 ragioni per cui gli annunci di Facebook sulla destra rendono meno

Gli annunci di Facebook sulla barra laterale destra rendono meno, se non altro in termini di CTR, di quelli che compaiono nel newsfeed. Le ragioni di questo fenomeno sono sostanzialmente 3,  facilmente intuibili:

Il primato del newsfeed

I Post Sponsorizzati e le Facebook Offers (e ora anche altre forme di annuncio) sono collocati nel newsfeed, che è la zona più visitata all’interno di Facebook: secondo le statistiche, gli utenti su Facebook passano la stragrande maggioranza del tempo proprio nella sezione dedicata agli aggiornamenti, a scapito non solo delle Pagine su cui hanno cliccato like, ma anche di altre fonti di informazione (secondo altre statistiche, il tempo passato sul newsfeed è 7 volte quello sui maggiori quotidiani messi insieme).

People hate ads

Molte persone non sopportano la pubblicità. La diffusione di estensione per il browser come ADBlock consente di bloccare a propri la visualizzazione di advertising e questo su Facebook significa: addio annunci sulla sidebar.

La pubblicità sul newsfeed…non sembra pubblicità

Questa sembra essere la percezione dominante: se gli utenti di Facebook passano la maggior parte del tempo sul newsfeed, d’altra parte sembrano non accorgersi delle varie forme di advertising che vi compaiono, spesso dissimulate da elementi di riprova sociale come l’indicazione degli amici a cui piace una determinata Pagina.

Quindi? Buttiamo via l’acqua sporca con il bambino? No! Cerchiamo di capire come ottimizzare gli annunci di Facebook Advertising sulla barra laterale destra.

Strategie per ottimizzare gli annunci di Facebook sulla colonna destra

Un annuncio sulla colonna destra di Facebook è costituito da:

  • 25 caratteri di intestazione (visibile solo per le inserzioni sulla colonna destra)
  • 90 caratteri di testo
  • un’immagine

Lo spazio per il testo è poco, andrà quindi scelto bene facendo attenzione ad alcuni accorgimenti di copywriting, relativi a intestazione e testo. Vediamoli insieme.

Intestazione

L’intestazione ha un obiettivo preciso: far leggere il resto dell’annuncio.

Come prima cosa, evita di usare l’intestazione per veicolare il nome del brand (soprattutto se non è conosciuto a livello nazionale o non stai facendo retargeting) ma piuttosto usala per:

  • domande (ad esempio: Cerchi un hotel a Roma?)
  • indicazioni di vantaggi concreti (+20% di vendite online)
  • parole “magiche” come “gratis” (5 lezioni gratuite su FB).

Testo

90 caratteri sono pochi: il nostro scopo qui è far cliccare sull’annuncio.

Per la redazione di un testo efficace valgono 3 consigli:

  1. spiega cosa stai proponendo: deve emergere chiaramente cosa stai promuovendo;
  2. indica un beneficio: potrebbe essere qualcosa di gratis, un buono sconto,stimolare la curiosità (scopri la nuova collezione primavera estate) o la riprova sociale (più di 3000 clienti ci hanno scelto)
  3. indica un call to action: un piccolo invito all’azione, come scopri, guarda ora…

ctr annunci facebook ads 13  Facebook

Immagine

La presenza di un’immagine può fare una grande differenza: è opportuno sceglierla in modo che appaia nitida e che attiri l’occhio del visitatore. Ecco 3 ulteriori strategie per ottimizzare l’immagine di un annuncio Facebook Advertising sulla colonna destra.

  • Usa un volto umano: siamo di natura portati a guardare un volto e di osservare nella direzione in cui quel volto osserva: puoi sfruttare questo consiglio per usare come immagine della tua inserzione un volto che guarda in direzione del tuo annuncio, per ottimizzare le possibilità che l’annuncio venga notato e che il testo venga letto.

ctr facebook ads

  • Usa del testo nell’immagine: ALT! Ma Facebook non bloccava gli annunci con una percentuale di testo superiore al 20% sul totale dell’immagine? Sì, ma questa regola non vale per gli annunci sulla colonna destra e può essere usata a tuo vantaggio.

14  Facebook

  • Aggiungi il bottone “Play” dei video all’immagine: il bottone corrispondente al tasto play di un video crea uno stimolo naturale al clic sull’immagine e quindi sull’annuncio.

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Per approfondire