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Perchè è importante definire il tuo target online

Il punto di partenza di qualsiasi strategia di web marketing è definire qual’è l’obiettivo del tuo sito web, detto in termini tecnici “conversione”.

Ma una volta che hai compreso qual’è il tuo obiettivo (sia esso vendere un prodotto, come nel caso di un sito ecommerce, o acquisire contatti di potenziali clienti come nel caso di una lead generation), il passo successivo è capire chi sono i visitatori del tuo sito potenzialmente interessati a compiere l’obiettivo di conversione, ovvero definire il tuo target.

Il tuo target sono le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio: nel web marketing si sente spesso parlare dell’importanza di capire il proprio target ma c’è di più: solo a partire dal target puoi definire gli strumenti di web marketing più adeguati a raggiungere le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio.

Facciamo un esempio. Ipotizziamo tu abbia un ecommerce di pneumatici.

Il tuo obiettivo di conversione sarà chiaramente la vendita dei pneumatici del tuo ecommerce.

E il tuo target? Potresti identificarlo con le persone che cercano su Google “vendita pneumatici online”, che potrai raggiungere con una campagna Google Adwords o un posizionamento organico SEO.

Qualunque sia lo strumento di web marketing che tu scelta, lo puoi scegliere proprio a partire dalla scelta del tuo target.

Definire il target delle tue attività di web marketing è un’azione fondamentale e preliminare addirittura al definire le attività di web marketing che andrai a svolgere. Ma d’altra parte definire con esattezza chi possono essere le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio non è spesso così semplice.

C’è una buona notizia: per farlo ci vengono in aiuto i Personaggi o Buyer Personas, degli archetipi, dei modelli che  che
generalizzano i diversi tipi di Cliente potenziale in base alle loro tendenze demografiche, psicografiche e comportamentali, come ad esempio:

  • Luogo Residenza
  • Età
  • Sesso
  • Stato Civile
  • Interessi
  • Valori
  • Reddito
  • Occupazione
  • Istruzione
  • Competenza Informatica

La creazione delle Buyer Personas, frequente spesso nel contesto dei siti ecommerce, permette di capire chi sono i nostri potenziali clienti, come interagiscono all’interno del nostro sito e di trarre le relative conseguenze, ovvero modificare testo, navigazione e altri aspetti del sito web in funzione dei Personaggi che effettuano acquisti nel tuo sito.

In questo articolo cerchiamo di capire:

  • come possiamo iniziare ad eleborare il target con la teoria dei 4 temperamenti di Keirsey;
  • come definire le Buyer Personas con 3 strategie pratiche di web marketing.

La Teoria dei 4 temperamenti di Keirsey

Un punto di partenza nell’elaborazione dei Personaggi o Buyer Personas nel tuo sito web o ecommerce può essere la distinzione operata da David Keirsey negli anni ’50 nella teoria dei teoria dei 4 temperamenti, che suddivide in 4 archetipi, detti Personaggi, i comportamenti d’acquisto: il personaggio logico, impulsivo, altruista e aggressivo:

4 temperamenti keirsey

Vediamoli insieme e cerchiamo di capire come influenzano alcuni aspetti come il testo, la navigazione del sito web.

Il personaggio logico

Meticoloso e metodico, il logico vuole capire ogni aspetto del tuo prodotto o servizio.

Ha bisogno di descrizioni reperibili in modo pratico e semplice.

Il personaggio aggressivo

E’ l’archetipo del tuo cliente ambizioso, determinato, che cerca credibilità e fiducia dal venditore.

Ha bisogno di elementi che suggeriscano credibilità, vantaggi e benefici del tuo prodotto o servizio.

Il personaggio impulsivo

Il personaggio impulsivo prende decisioni d’acquisto con velocità e immediatezza.

Necessità di elenchi puntati, paragrafi corti e un modo semplice per completare la transazione.

Il personaggio altruista

L’altruista è un personaggio influenzato dall’opinione altrui nelle decisioni d’acquisto.

Necessita di feedback e possibilità di condivisione dell’esperienza.

Ecco riassunte nello schema seguente i 4 temperamenti divisi a seconda di:

  • caratteristiche generali;
  • comportamento;
  • velocità nella decisione d’acquisto;
  • la domanda che si pone;
  • l’applicazione pratica nel tuo sito web;

4 personaggi keirsey

3 Strategie di web marketing per definire le Buyer Personas

Come abbiamo visto all’inizio, per definire in modo preciso il tuo target in Buyer Personas, necessiti di informazioni demografiche e comportamentali.

Tu ti domanderai: dove le trovo? La risposta spesso è davanti a te, in particolare nei dati di Facebook e Google Analytics.

Vediamo 3 strategie di web marketing per definire le Buyer Personas.

#Strategia 1: Definire le Buyer Personas con gli Insights della tua Pagina Facebook

Facebook Insights è la sezione della tua Pagina Facebook dove vengono visualizzati tutta una serie di dati sull’andamento della tua Pagina, come ad esempio i “mi piace”, la copertura degli aggiornamenti di stato, l’engagement sulla Pagina.

Una prima maniera di raccogliere delle informazioni sulle tue Buyer Personas è proprio tramite l‘analisi dei “mi piace”, o like, o fan della tua Pagina Facebook con Facebook Insights.

Fai attenzione però: perchè questi dati siano affidabili la tua Pagina dovrebbe avere dei like cresciuti in modo naturale, senza l’ausilio di Facebook Advertising.

Infatti, per quanto Facebook Advertising possa considerarsi lo strumento più affidabile ed efficace per la crescita dei mi piace, l’analisi dei dati relativi ai mi piace della Pagina potrebbe non essere veritiera, ti spiego il perchè.

Ipotizziamo tu abbia una Pagina Facebook. Nella Pagina col tempo crescono i like. Le persone che hanno cliccato mi piace, lo hanno fatto perchè hanno trovato la Pagina l’hanno trovata interessante e ci hanno cliccato sopra.

Al contrario, quando fai crescere i like con Facebook Advertising, sei tu che “imponi” allo strumento un certo target, che non è detto che sia il tuo reale target, specie se non è stata fatta un’analisi preliminare.

Ecco come puoi trovare delle informazioni utili a definire le tue Buyer Personas con Facebook Insights.

Innanzitutto accedi agli Insights della tua Pagina Facebook e vai nella sezione “Persone”:

facebook insights buyer personas

In questa sezione puoi notare i dati demografici relativi ai mi piace della tua Pagina Facebook, come ad esempio il sesso, la fascia d’eta, il paese, la città di provenienza e la lingua parlata divisi a seconda di:

  • dei tuoi fan, ovvero le persone a cui piace la tua Pagina;
  • delle persone che hai raggiunto tra i tuoi fan (e non), ovvero il numero di persone a cui è stato mostrato il tuo post negli ultimi 28 giorni;
  • delle persone coinvolte, ovvero le persone a cui piacciono i tuoi post (o che hanno compiuto una qualche forma di Reaction), che li hanno commentati o condivisi o che hanno interagito con la tua Pagina, ovvero che hanno fatto una qualche forma di engagement sulla tua Pagina Facebook.

Analizziamo insieme queste 3 voci in vista della creazione delle Buyer Personas.

  • I dati relativi ai fan potrebbero non essere così affidabili per la creazione delle tue Buyer Personas (perchè, come dicevamo poco fa, potresti aver fatto crescere i like su Facebook Advertising con una targetizzazione sbagliata)
  • d’altra parte, quelli relativi alle persone raggiunte sono molto dipendenti dalla Portata Organica dei tuoi aggiornamenti di stato, ovvero da quante e quali persone riesci a raggiungere sulla tua Pagina;
  • la terza sezione, quella alle Persone Coinvolte, è secondo me la più interessante per capire chi sono le persone potenzialmente interessate ai tuoi prodotti e servizi. In questa sezione puoi scoprire infatti chi effettivamente interagisce con i tuoi contenuti, indipendentemente che costituisca la grande parte dei tuoi mi piace o meno.

Analizziamo i grafici seguenti.

Come puoi vedere, la fetta di donne tra i 35 e i 44 anni a cui piace questa Pagina è solo del 12%, minoritaria rispetto, ad esempio, agli uomini di età compresa tra i 25 e i 34 anni, che costituiscono il 24% dei fan della Pagina:

facebook insights buyer personas

Tuttavia, se andiamo a vedere chi effettivamente interagisce sulla Pagina, notiamo un fenomeno strano: le donne tra i 35 e i 44 anni sono proprio tra coloro che registrano il maggior tasso di engagement sulla Pagina.

facebook insights buyer personas

Cosa possiamo concludere da questa analisi? Che se volessimo trarre dei dati sulle Buyer Personas dall’analisi degli Insights della nostra Pagina Facebook dovremmo pensare che sono:

  • donne;
  • di età compresa tra i 35 e i 44 anni;

#2: Definire le Buyer Personas con gli Insights del Pubblico di Facebook Advertising

Gli Insights della Pagina Facebook non solo il solo modo di trarre delle informazioni sui nostri potenziali clienti: è possibile carpire delle informazioni utili a definire le nostre Buyer Personas anche con gli Insights del Pubblico di Facebook di Facebook Advertising.

Il Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising è una funzione che ti consente di trovare sul social media degli utenti di cui possiedi già un dato di contatto, come ad esempio una email, un numero di telefono.

Come possiamo definire il nostro target con l’aiuto del Pubblico Personalizzato di Facebook Advertising?

Ipotizziamo tu abbia delle email, dei numero di cellulare dei tuoi clienti, ovvero di persone che hanno già acquistato il tuo prodotto o servizio.

Una volta che hai creato un Pubblico Personalizzato con questi dati di contatto, nella sezione degli Insights sul Pubblico  puoi scoprire numerose informazioni relative a quella lista di contatti.

Se non possiedi ancora dei dati di contatto dei tuoi clienti, magari perchè devi ancora definire il target per la tua attività, puoi comunque trarre delle informazioni inserendo determinate informazioni sul tuo Pubblico ideale.

Per farlo innanzitutto devi accedere alla sezione relativa agli Insights sul Pubblico:

insights sul pubblico facebook advertising

A questo punto puoi decidere se visualizzare gli Insights sul Pubblico relativi a:

  • un Pubblico che hai già creato, come ad esempio la lista degli indirizzi email o dei numeri di cellulare dei tuoi clienti;
  • i visitatori del tuo sito web; 
  • un Pubblico di cui andrai ad inserire le caratteristiche;
  • il Pubblico costituito da chi ha cliccato “mi piace” sulla tua Pagina;

insights sul pubblico facebook advertising

 

Grazie agli Insights sul Pubblico di Facebook Advertising puoi scoprire dati sul tuo target di potenziali clienti come:

  • età;
  • sesso;
  • situazione sentimentale;
  • livello di istruzione;
  • titolo professionale;
  • Pagine a cui hanno cliccato mi Piace;
  • luoghi;
  • dispositivi usati.

Audience Insights facebook ads

Da questa analisi possiamo scoprire, ad esempio, che chi ha come interesse la trasmissione “Masterchef” in Italia:

  • è perlopiù uomo (l’avresti pensato?) di età compresa tra i 18 e i 34 anni;
  • è sposato;
  • ha un’istruzione universitaria;
  • lavora nelle vendite e nell’amministrazione;
  • ha cliccato mi piace anche su Pagine ironiche su Masterchef come questa;
  • vive in Puglia;

#3 Definire le Buyer Personas con Google Analytics

Un terzo metodo per comprendere le caratteristiche dei nostri potenziali clienti è l’analisi del Pubblico in Google Analytics:

Dati demografici panoramica Google Analytics

Grazie all’analisi della sezione relativa al Pubblico puoi scoprire dei dati utili alla definizione delle Buyer Personas, come ad esempio:

  • età;
  • sesso;
  • interessi, divisi nelle tradizionali categorie di Rete Display Categorie di Affinità e Segmenti di InMarket;
  • lingue e località;

Conclusioni

Con i dati raccolti grazie agli Insights della Pagina Facebook, del Pubblico di Facebook Advertising, di Google Analytics e con altri metodi come la creazione delle Buyer Personas con Pinterest, avrai una serie di informazioni che puoi ordinare per creare i Personaggi, ovvero i modelli, gli archetipi dei tuoi potenziali clienti.

Definire con esattezza il tuo target ti consente di trarne le dovute conseguenze per il tuo sito, in termini di testo, comunicazione, formattazione.

E tu come raccogli informazioni sul tuo target? Parliamone nei commenti!

 

 

 

 

Cos’è un AB Test (o Split Test)

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Un AB Test, chiamato anche split test, è un esperimento che consiste nel confrontare 2 o più versioni per capire quale performa meglio.

Su cosa si può fare un AB Test? Solitamente uno split test viene effettuato tra 2 pagine Web, ma questo metodo può essere anche applicato, come vedremo, anche alle newsletter, agli annunci pubblicitari, ai pop up per la raccolta degli indirizzi email.

Ma andiamo a vedere nel dettaglio su cosa possiamo compiere dei Test AB e con che obiettivi.ab test

Immagine da ConversionXL

AB Test o Test Multivariato?

A differenza del AB test, quando vuoi testare diversi elementi in una pagina puoi usare un test multivariato.

Con un test multivariato non testi 2 versioni differenti di una pagina come nell’AB test ma differenti versioni degli elementi all’interno di una singola pagina.

Un test multivariato serve a capire quali elementi di una pagina giocano il ruolo maggiore nel farti raggiungere i tuoi obiettivi.

multivariate-testing

Immagine da ConversionXL

7 elementi che puoi testare con i Test AB e Split Test

Un AB Test non riguarda solo un sito web o una landing page: tutto può essere testato, dalle email alle campagne di advertising.

In questa sezione vediamo i 6 elementi che puoi testare con i Test AB, ovvero come fare un:

  • AB test di 2 o più pagine Web o Landing Pages
  • AB test di 2 o più oggetti (e mittenti) di una newsletter con Mail Chimp
  • AB test di 2 o più pop up di raccolta email con Optin Monster
  • AB Test con 2 o più annunci Facebook Ads
  • AB Test con Google Adwords
  • AB Test con WordPress
  • AB Test di 2 annunci Google Adsense

AB test di 2 o più pagine Web o Landing Pages

Come anticipavo qualche riga sopra, l’applicazione più classica di un AB Test è tra due pagine web di un sito o due Landing Pages.

In questo caso vengono veicolati lo stesso numero di visitatori a due versioni differenti di una pagina o due pagine differenti (la A e la B appunto) per vedere quale delle 2, a parità di condizioni (ovvero di visitatori), performa meglio sotto vari punti di vista.

Ecco un esempio tipico: come puoi vedere nell’immagine:

  • il 50% dei visitatori viene inviato alla Versione A;
  • il restante 50% dei visitatori viene inviato alla Versione B;
  • la versione A performa meglio.

ab test pagine web

Capisci il concetto? A parità di condizioni, un AB Test o Split Test ti consente di verificare quale di 2 versioni di una Pagina del sito o landing page performa meglio.

Ma sotto quali punti di vista? Ovvero, cosa cerchiamo di verificare quando confrontiamo 2 versioni di una pagina web?

Quando si effettua un AB Test ci sono obiettivi più generali e più specifici.

L’obiettivo generale nel nostro caso potrebbe essere la conversione, ovvero il nostro AB Test ha l’obiettivo di verificare quale delle 2 versioni converte di più, che questa significhi vende di più (come nel caso di un ecommerce) o è capace di acquisire più dati di contatto (nel caso di una lead generation).

AB test di 2 o più oggetti (e mittenti) di una newsletter con Mail Chimp

ab test email marketing

Qual’è l’elemento che influisce di più sul fatto che il destinatario della tua email la apra e la legga o la cestini direttamente? L’oggetto della mail (oltre al mittente), ovvero gli unici 2 campi che il destinatario della tua email vede quando riceve una mail.

Ok, ma qual’è l’oggetto che funziona meglio, ovvero che fa aprire di più le newsletter che invii? Ci sono varie tecniche per migliorare l’oggetto delle tue email per migliorare i tassi di apertura (a questo proposito ti consiglio di leggere il mio articolo: 11 Strategie per le tue Newsletter: Guida Definitiva all’Email Marketing) ma sai 

qual'è il modo migliore per trovare l'oggetto che fa aprire più mail? Testarlo con un AB test. Condividi il Tweet

Come fare uno split test con Mail Chimp in 4 steps

Sì, puoi fare un AB Test con qualsiasi software di email marketing: vediamo come farlo con Mail Chimp in 4 steps.

 

A B Testing MailChimp

Step 1

Innanzitutto puoi decidere se testare 2 o più tra:

  • oggetti della mail;
  • mittente;
  • contenuto;
  • orario di invio.

Step 2

Una volta scelto cosa vuoi testare, puoi decidere quanto è grande il primo gruppo a cui invierai la versione A e B: Mail Chimp di default ti consiglia di inviare al 50%, che significa che invierai al 25% dei tuoi contatti la versione A e al restante 25% la versione B.

Step 3

Mail Chimp determinerà la versione vincitrice dopo un tot di ore, di default 4, ma puoi decidere quanto aspettare: Zapier consiglia di attendere fino a 4-5 giorni prima di determinare il vincitore del nostro AB Test.

Step 4

Una volta determinata la versione vincitrice, ad esempio l’oggetto che ha generato più aperture, Mail Chimp la invierà al restante gruppo (il 50% ad esempio).

AB test di 2 o più pop up di raccolta email con Optin Monster

OptinMonster Optin Monster è il software che uso in Web Marketing Academy per la raccolta degli indirizzi email. Per ogni sua funzione,  Optin Monster consente di testarla con un AB test.

Ad esempio, puoi testare:

  • il colore del bottone;
  • il testo del pop up;
  • il numero di campi;

AB Test e Split Test con 2 o più annunci Facebook Ads

Ovviamente puoi anche testare 2 o più annunci pubblicitari, ad esempio di Facebook Ads e Google Adwords, al fine di vedere quale dei 2 performa meglio in termini di CTR.

AdEspresso, grazie ad un AB test con Facebook AdS è riuscito ad aumentare il tasso di conversione, il CTR e diminuire il costo per lead:

Facebook Ads A B Test adespresso

Puoi eseguire un AB test con Facebook ADS con strumenti come:

  • Wishpond;
  • lo stesso Adespresso.

AB Test con Google Adwords

Puoi fare uno split test dei tuoi annunci Google Adwords

AB Test con WordPress

Puoi fare un AB test anche con WordPress grazie a plugin come:

AB Test di 2 annunci Google Adsense

Un test AB ti permette anche di testare il rendimento di due annunci pubblicitari Google Adsense: andando nella sezione “i miei annunci” e cliccando su “esperimenti”, puoi creare un test che confronta l’annuncio originale con  una sua variazione.

Google Adsense ruoterà 2 annunci per capire quale dei 2, a parità di visualizzazioni, riceve più clic e quindi più guadagni. Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di leggere il mio articolo: Come Guadagnare 100 € al Giorno con Adsense: la Formula Definitiva.

ab test Google AdSense

5 elementi fondamentali da testare in una Landing Page

Ma come mai nell’esempio sopra la versione A performa meglio della versione B?

Detto in altre parole, quali sono gli elementi da testare  e i cambiamenti da effettuare alla pagina affinchè converta di più?

Ecco una carrellata dei tipici elementi di cui si può verificare la performance:

Headline

l’headline è la parte fondamentale in una landing page. Per farti capire l’importanza di testare l’headline, sappi che le statistiche confermano come:

  • un’headline efficace può incrementare l’efficacia del tuo contenuto fino al 500%;

Puoi trovare maggiori informazioni su come scrivere in modo efficace una headline in questo articolo:

Headline: 12 Tecniche per Aumentare del 500% Clic, Condivisioni e Conversioni

Il caso Highrise: +30% conversioni

Una nota case history di applicazione di un AB test sulla headline è il caso del software Highrise, che ha testato 2 versioni differenti di headline, scoprendo che “30 giorni di prova gratuita per tutti gli accounts” ha generato incremento del 30%  di iscrizioni rispetto all’originale “Apri un account Highrise”:

highrise ab test headline 1

highrise ab test headline 2

Il caso CareLogger: + 31% conversioni

Un altro esempio di applicazione di un AB Test su una headline ci viene da CareLogger, che ha aumentato del 31% il tasso di conversione semplicemente cambiando la propria headline:

carelogger headline ab test 1

carelogger headline ab test 2

Il motivo? Probabilmente, come vedremo qui sotto con un altro esempio, lo spostamento del focus dalla malattia (“Diabetes”) alla “Optimal Health”.

Sottotitolo

Il sottotitolo, in una landing page, riprende il problema esposto nella headline e anticipa la soluzione.

Un AB test sul sottotitolo della nostra landing page può consentirci di capire quale performa meglio. La dimostrazione ci viene ancora una volta da Highrise: la stessa headline, con un sottotitolo diverso, ha consentito un aumento del tasso di iscrizioni dal 27% al 30%.

highrise ab test sottotitolo

E’ bastato cambiare il sottotitolo da “Pay as you go. No Long term contracts. No Hidden fees. No surprises” a “Signup takes less thank 60 seconds. Plick a plan to get started”. Come possiamo spiegare questo miglioramento?

Probabilmente con il passaggio da un sottotitolo che esprime delle negazioni a un sottotitolo che esprime dei benefici, con una chiara call to action.

Porre l’attenzione dell’utente su dei potenziali problemi (contratti di lungo termine, tariffe nascoste, sorprese non gradite) nel sottotitolo, anche solo per negarli, potrebbe aver avuto un effeto peggiore che spostare l’attenzione su un beneficio chiaro (ti iscrivi in meno di 60 secondi) e di un’altrettanto chiara call to action (scegli un piano e inizia).

Call To Action

La call to action, ovvero “invito all’azione” è quella frase che in una landing page ti “spinge all’azione”, che sia acquistare il prodotto o lasciare i tuoi dati di contatto, come avviene in una strategia di Lead Generation nel contesto di un landing page particolare detta Squeeze Page.

Soocial: da 14.5 a 18.6% di conversioni

Una semplice aggiunta di parola può far aumentare il tasso di conversione del 28% in una call tuo action? Sembrerebbe di sì, almeno secondo l’AB Test compiuto da Soocial: la semplice aggiunta di “It’s free” ha consentito di passare da un 14.5% a un 18.6% di conversioni.

 A B test soocial call to action

Carelogger: +34% di conversioni

Non è necessario testare il testo della tua call to action per ottenere dei benefici: basta anche cambiare il colore del bottone, come dimostra CareLogger, che ha migliorato del 34% il tasso di conversione semplicemente testando un pulsante verde e rosso:

carelogger ab test call to action colore bottone

Performable: +21% CTR

Un risultato analogo da parte di Performable, che testando 2 versioni del bottone di call to action ha avuto un incremento del 21% del CTR sul bottone rosso:

performable call to action ab test

Cosa ci insegna quest’ultimo AB Test? Che il rosso va sempre bene?

No! Ci insegna a non avere pregiudizi: il colore rosso viene tradizionalmente associato al pericolo, all’errore. Solo testando senza pregiudizi queste 2 versioni con uno split test Performable è stato in grado di trovare la versione più performante.

Lunghezza di una Landing Page

Converte di più una landing page corta o lunga? Dipende. E la maniera migliore di capirlo è proprio con un AB Test.

Solitamente si consiglia di usare una landing page di lunghezza proporzionale alla complessità dell’offerta che proponiamo:

lunghezza landing page

 

Nonostante questo suggerimento, uno split test può consertirci di capire la lunghezza ottimale per la nostra pagina.

Moz è riuscito ad aumentare gli iscritti al proprio software fino a 1 milione di dollari in più all’anno lavorando proprio su alcune modifiche che hanno coinvolto tra l’altro anche la lunghezza della pagina di vendita:

moz split test lunghezza landing page

Modulo di Contatto

Un altro elemento che puoi testare con un AB Test nella tua pagina è il modulo di contatto. Ne ho parlato nell’articolo: 10 Strategie (+ 3 Strumenti) per Migliorare il Tuo Modulo di Contatto (e Ottenere + Clienti).

Che cosa puoi testare in un modulo di contatto? Ecco qualche idea:

Testa la quantità di campi che richiedi

Le statistiche confermano come più informazioni chiedi di compilare, meno le persone le compilano.

Potresti testare ad esempio:

  • 2 versioni diverse del tuo modulo di contatto, una con più e una con meno campi da compilare;

Neil Patel testando 2 versioni del proprio modulo di contatto, una con 3 e una con 4 campi, è riuscito ad aumentare il tasso di conversione del suo modulo di contatto del 27%  semplicemente riducendo il campo “online revenue”:

ab test modulo contatto neil patel

Testa la posizione del tuo modulo di contatto

Dove lo mettiamo il modulo di contatto in una landing page o squeeze page?

In alto a destra, rigorosamente above the fold no?

Un AB Test compiuto da Content Verve ha portato un aumento delle conversioni del 304% posizionando il modulo di contatto in fondo alla pagina:

AB Testing posizione modulo contatto form

Come compiere AB test con landing Page

Come puoi realizzare un AB Test o split test con una Landing Page? Fondamentalmente in 2 modi:

  • o con che software specializzati in AB Test, come VWO, Google Analytics o Optimizely;
  • o con gli strumenti per AB test forniti da alcuni siti che ti aiutano a realizzare landing pages;

Vediamo insieme queste la prima di queste 2 opzioni.

3 software per compiere AB testing

OK, quali sono i software che ci possono aiutare nei nostri AB Testing?

Partendo da Google Analytics per proseguire con VWO e Optimizely, vediamo una carrellata dei 3 principali software per fare split test.

Come creare un AB Test con gli esperimenti di Google Analytics in 3 semplici passaggi

Google Analytics consente di compiere AB Test creando degli esperimenti in pochi semplici passaggi.

Queste funzionalità hanno sostituito dal 2012 il ruolo svolto da Google Website Optimizer.

Il primo step è andare nella sezione Comportamenti / Esperimenti:

Esperimenti Google Analytics

Una volta cliccato su “Crea Esperimento” in alto, è necessario inserire alcuni campi, tra cui:

  • il nome dell’esperimento;
  • l’obiettivo dell’esperimento, ovvero la metrica in base alla quale viene valutato l’esperimento e viene scelta la pagina vincente;
  • Percentuale di traffico su cui eseguire l’esperimento, ovvero quanti utenti, tra quelli che visitano il sito, visualizzano una delle pagine di test, inclusa la pagina originale. Tutti gli altri visualizzeranno la pagina originale;
  • la possibilità di distribuire uniformemente il traffico su tutte le varianti, per assegnare una quantità di traffico uguale a ogni variante per tutta la durata dell’esperimento;
  • la durata minima per l’esecuzione dell’esperimento:  Analytics non dichiarerà un vincitore prima che questo tempo minimo sia trascorso;
  • una soglia di affidabilità, ovvero la soglia minima di affidabilità che deve essere raggiunta prima che Analytics possa dichiarare un vincitore.

Crea un nuovo esperimento Google Analytics

Nella sezione successiva sarà possibile inserire le varianti da testare, oltre che il codice di monitoraggio dell’esperimento:

Crea un nuovo esperimento 2 Google Analytics

Oltre a Google Analytics puoi utilizzare altri software per creare degli split test: trovi una lista completa degli strumenti per compiere AB Test qui, in ogni caso i più noti sono:

Vmo (Visual Website Optimizer)

VWO Visual Website Optimizer

Visual Website Optimizer è uno strumento facile da usare per compiere A/B testing che consente di creare differenti versioni di siti e landing page usando un editor e vedere quale versione produce maggiori conversioni o vendite.

VWO consente inoltre di creare test multivariati, heatmaps e altre 1000 funzionalità.

Puoi provare VWO con un trial gratuito di 30 giorni.

Optimizely

Optimizely A B Testing Personalization Platform

Optimizely consente, analogamente a VWO, la creazione di AB test e test multivariati.

Come Calcolare quando uno Split Test è significativo?

Ipotizziamo tu abbia testato 2 differenti versioni della tua landing page con uno split test o un test multivariato.

Quando i risultati ottenuti possono dirsi affidabili? Ovvero, detto in altre parole, in che modo posso accertare la validità e rilevanza statistica del mio test?

2 strumenti ci possono aiutare: vediamoli insieme.

2 strumenti per calcolare Validità e rilevanza statistica di uno split test

A/B Split Test Significance Calculator di VWO

A B testing statistical significance calculator Visual Website Optimizer

A partire dal numero di visitatori e di conversioni, consente di capire se il risultato ottenuto è statisticamente affidabile o meno.

A/B Split and Multivariate Test Duration Calculator

A B Split and Multivariate test duration calculator Visual Website Optimizer

Quanto deve durare il nostro AB Test per essere significativo?

Questo strumento ci dà la risposta, semplicemente inserendo alcuni dati come il tasso di conversione stimato, il numero e la percentuale di visitatori inclusi nel test.

Altri esperimenti e Test AB da consultare

In rete si possono trovare una grande quantità di test AB, in ogni caso per approfondire ti consiglio di leggere i seguenti articoli:

Ora tocca a te

E tu hai realizzato degli AB Test? Che risultati hai ottenuto? Parliamone nei commenti!